giovedì 19 aprile 2012

TRASPORTO MERCI

In Italia, more solito , si formano schieramenti a difesa di situazioni assurde e non si affrontano i problemi reali con spirito scientifico e non con lo spirito di parte.
Uno dei problemi fondamentali, per l’Italia è quello del trasporto merci.
Ci si batte all’ultimo sangue, ad esempio, sul trasporto persone ad alta velocità essendo questo un problema inesistente .
Il trasporto persone su lunghe distanze ,ad alta velocità interessa soltanto una ristretta, ma potentissima schiera di speculatori, quelli che necessitano che venga usato cemento e ferro a più non posso.
Quindi, a mio modesto avviso, il problema della Val di Susa andrebbe semplicemente risolto così: sane legnate da parte della Polizia sulla schiena dei black block e simili (ossia dei sistematicamente violenti) desiderosi soltanto di scaricare il proprio desiderio di prevaricazione e cessazione immediata dei lavori dell’alta velocità senza se e senza ma.

Analisi del trasporto merci in Italia.
Il trasporto merci in Italia (e non il trasporto persone) rappresenta uno dei problemi fondamentali sia sotto l’aspetto logistico che sotto l’aspetto inquinamento.
L’Italia è lunga e stretta e quindi ad intasarla ed inquinarla con il trasporto merci su strada è un guaio rilevante e immediato.
Dobbiamo però necessariamente dividere il trasporto merci in tre grandi settori : trasporto a lunga distanza ( dal sud al nord Italia ci sono quasi duemila km) , trasporto a media distanza ( 200-500 km) e trasporto a breve (meno di 200 km)
Il trasporto a breve distanza è e sarà dominio incontrastato dei mezzi su gomma.

Trasporto a lunga distanza
E’ uno dei misteri italici !
Mentre l’Europa si da (e si è sempre data) da fare per potenziare le sue vie d’acqua, fluviali e marittime, l’Italia , che ha avuto in regalo dal buon Dio due meravigliosi canali navigabili, chiamati Tirreno e Adriatico, si affanna a percorrere lo stivale con i TIR.
Anzi ha in programma di facilitare (attraverso un inutile quanto costoso ponte sullo Stretto) il passaggio dei TIR dalla Sicilia alla Padania.
Vogliamo una buona volta pensare all’utilizzo dei due mari che ci circondano ?
Ricordo soltanto a titolo di esempio di quello che fanno gli altri che per realizzare un collegamento tra Reno e Danubio è stato creato (ed è mantenuto in perfetta efficienza) un canale navigabile di circa 170 km
E che, durante la seconda guerra mondiale i tedeschi producevano un’intera “sezione prefabbricata” degli U-Boot a Linz (Austria) che inviavano , totalmente finiti , sino agli scali di assemblaggio di Kiel.
In Italia qualcuno ha addirittura ripetutamente parlato e scritto sull’utilità del Ponte di Messina per facilitare il trasporto merci provenienti dai paesi del Mediterraneo in modo che, grazie al suddetto ponte, le merci , sbarcate in Sicilia potrebbero vie strada o, “al peggio per ferrovia”, raggiungere il nord.
A rafforzare la tesi di cui sopra riportiamo, ricavato da Internet :

Coastal and inland waterways also provide an energy efficient method of transporting passengers and cargoes.

Che crediamo non richieda una traduzione.
Questi geni del trasporto italici dimenticano che le sunnominate merci potrebbero comodamente ed economicamente raggiungere i porti di Trieste o di Genova, con gli stessi mezzi usati nei paesi civili.
Se si volesse quindi trasferire in maniera economica i prodotti della Puglia e della Sicilia verso il nord i lavori utili per attrezzarsi in campo marittimo, non mancherebbero di certo, visto che, oltretutto, dobbiamo cercare di impiegare manodopera per ridurre il numero dei disoccupati.
Pensate solo all’attrezzamento per il carico e lo scarico rapido delle merci ed all’intera gestione delle operazioni.

Trasporto a media distanza
Per questo caso al mondo si lavora, mentre in Italia è diventato argomento tabù.
Cominciamo da zero.
Germania ,USA,Giappone e Cina da anni stanno studiando il sostentamento magnetico dei carri ferroviari, onde poter viaggiare veloci con risparmio di energia.
Approfittando di queste realizzazioni qualcuno ha pensato un po’ dappertutto e perfino in Italia ( Università di Perugia) di utilizzare questo sostentamento per far viaggiare la merce di piccole dimensioni (collettame, che rappresenta circa il 70 % del trasporto merci)) su palletts racchiusi in cartucce, entro tubi messi sotto un certo vuoto per ridurre drasticamente la resistenza dell’aria.
Immaginate la vecchia posta pneumatica con dimensioni un po’ maggiori , spinta da motori elettrici lineari, invece che da aria compressa.
Le velocità facilmente raggiungibili sarebbero di 700-800 km/h.
Pensate all’enorme riduzione dei tempi di trasporto merce !
Qualcuno dirà : occorre utilizzare ancora spazio , così carente in Italia!
No, perché la parte grande dell’idea è quella di realizzare i tubi di trasporto sotto i binari delle ferrovie, quindi con i tracciati già pronti ,senza necessità di espropri.
Le dimensioni?
I palletts europei sono 800x1200 pallett EUR e 1000x1200 pallett Philips
Quindi il tubo di trasporto avrebbe un diametro massimo di meno di 2 metri.
Perfettamente contenibile sotto la massicciata ferroviaria.
Per chi volesse approfondire, consigliamo di leggere “PIPENET, un sistema di trasporto merci innovativo” risultato di studi ed esperimenti svolti brillantemente dall’Università di Perugia, studi ed esperimenti che, essendo stati fatti da persone serie, non hanno riscosso il minimo interessamento ministeriale.

E anche , questa volta, dagli USA da enti governativi :

http://www.fhwa.dot.gov/publications/publicroads/94fall/p94au21.cfm


in cui si riportano , tra l’altro, interessanti schemi.
Abbiamo la non infondata sensazione che in Italia, tranne pochi qualificati piccoli gruppi, la ricerca sia volta più a cercare uno stipendio, a fronte del quale ci siamo molto tempo libero e poco da fare.
E che quindi i “piccoli gruppi” siano considerati un pericoloso esempio.

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