giovedì 19 aprile 2012
PROVINCIE
E’ divenuta ormai moda discutere sull’eliminazione o meno delle Provincie.
C’è chi dice di sì, c’è ci dice di no, così, a pura sensazione.
Purtroppo nessuno sa (forse nemmeno i dipendenti provinciali e , meno che meno, gli eletti al governo) quali attività vengono svolte, in dettaglio, in questi enti.
Prima di decidere tra il si ed il no , mi permetto di sviluppare, indispensabile premessa., qualche passo organizzativo.
Ritengo che (cosa basilare) sarebbe da nominare, a tal proposito, un gruppo di studio reclutato tra professionisti di provata esperienza ( ci sono disponibili società collaudate di consulenza per strutturare forme di riorganizzazione aziendale) per :
a.- Studiare ed eliminare immediatamente tutte le procedure che le Provincie fanno e non servono a nulla.
E’ un po’ quello che hanno appena iniziato , su scala nazionale, i Ministri Brunetta e Calderoli.
Ad esempio molte delle scartoffie relative alla motorizzazione civile quali le targhe continuamente variabili, le pratiche svolte in doppio tra ACI e PRA per quanto attiene la demolizione veicoli o il cambio di proprietà e cose simili.
Questo passo porterebbe un immediato, non trascurabile vantaggio, a tutti i cittadini.
b.-Studiare la parte rimanente delle procedure per determinare ciò che potrebbe essere fatto dai Comuni e ciò che potrebbe essere svolto dalle Regioni.
Anche qui il trasferimento dovrebbe essere immediato.
c.- In attesa del risultato di questi studi, bloccare qualunque assunzione a qualsiasi titolo, per ogni Provincia avendo ben presente che per il solo pensionamento vanno in pensione circa 1/4 dei dipendenti ogni 10 anni.
d.- In base alle procedure infine rimaste si può decidere, senza il rischio di fatali errori, se vale la pena di concentrare le Provincie, mantenerle tal quali in certi casi o eliminarle del tutto.
Solo a queste condizioni si potrà parlare o scrivere sull’argomento senza dire sciocchezze.
Diversamente è solo aria fritta!
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