Il problema dello sviluppo tecnologico
Viene spesso da domandarsi il perché la situazione italiana, sotto l’aspetto dello sviluppo tecnologico (e quindi dello sviluppo delle industrie) desta non poche preoccupazioni.
L’analisi è relativamente semplice , anche se le soluzioni non lo sono altrettanto.
L’Italia, per una serie di iniziative politiche folli ( a dir poco) ha perso , forse irreparabilmente , interi settori.
Ha perso il settore della chimica fine, ed in particolare quella farmaceutica, mirando scioccamente ( dato che non possedevamo il petrolio) a quella di base , peraltro totalmente naufragata.
Vano è il discorso di addossare la colpa alle multinazionali americane , in quanto alcune notissime ditte svizzere, poche , ma di rilevanza internazionale in quanto rientrano nel novero delle multinazionali, dettano legge sul mercato.
Ha perso il settore energetico.
Su tale settore vale la pena di soffermarsi . Per una serie di fortunate circostanze, non facili da spiegare, l’Italia, nel settore nucleare eccelleva dall’estremo nord, all’estremo sud, sia in campo teorico (scuola fisica di Roma , da cui sono usciti Fermi, e tanti altri) che in campo ingegneristico (molta parte degli impianti attualmente ancora e regolarmente funzionanti all’estero sono stati progettati e costruiti in Padania).
A Cernobil, impianto decotto anche tecnicamente, come gran parte degli impianti nucleari e non posti in URSS, hanno voluto effettuare alcuni esperimenti per incarico dei militari.
Per sviluppare questi esperimenti sono stati volutamente esclusi tutti i dispositivi automatici di sicurezza. Rimaneva soltanto un dispositivo ad intervento manuale. Al momento cruciale i tecnici addetti hanno perso la testa e non sono intervenuti in tempo.
Il disastro che ne è seguito è noto a tutti, ma l’unico Stato che attraverso una campagna di terrorismo psicologico finanziata abbondantemente da diversi petrolieri e grazie ad un referendum fasullo (maggioranza dei no ottenuta ben al disotto del quorum) ha fermato tutto, completando il disastro con la costosa sceneggiata della trasformazione (mai compiuta) della centrale di Montalto di Castro su cui hanno “mangiato” cani e porci.
Naturalmente con la carenza di alternative energetiche i prezzi che ci vengono richiesti per il gas sono decisamente superiori alla media.
Interi settori di produzione sono stati cancellati (settore dell’alluminio, delle ferroleghe, ed altri) a causa degli eccessivi costi energetici.
Non è certamente infondata la stima che questa “scoperta verde” sia costata alla collettività, oltre ai maggiori costi continui di energia, la perdita di non meno di tre-quattrocentomila posti di lavoro qualificati.
Ha perso il settore informatico, dove una ditta , eccellente su scala mondiale (Olivetti) è stata scassata a morte dall’intrusione di managers “politici”.
Ricordiamo, a titolo di esempio, che uno dei primi megacomputers è stato prodotto a Ivrea (l’ELEA) e forse la prima memoria a disco ad accesso casuale ( la MINA) .
Ha perso il settore automobilistico dove aziende come la Lancia, qualitativamente concorrente di Mercedes e l’Alfa Romeo, qualitativamente concorrente di BMW sono state fatte assorbire da Fiat con la fine che tutti conosciamo.
Qui non vogliamo attribuire le colpe agli imprenditori , più di quante glie ne competano, ma ai politici che hanno permesso lo sviluppo di un’azienda iperprotetta e intisichita alla morte da tale protezione.
Quali sono i settori che ci rimangono ?
L’agricoltura? Dopo le continue martellate che ci vengono inferite da “Europa, Europa”, sarà grasso che cola se sopravviverà.
Il settore delle macchine utensili è una delle poche fiammelle che rimangono (terzo posto mondiale).
Il turismo? In generale caro e male organizzato ! Tuttavia non crederanno i sapientoni ( anche procedendo finalmente ad organizzarsi) che una nazione di sessanta milioni di abitanti possa campare gestendo solo ristoranti ed alberghi?
Che cosa è possibile fare per fermare tale incipiente disastro?
La soluzione è unica : sviluppare la ricerca.
Occorre tuttavia non permettere uno sviluppo di ricerca incontrollata, ma occorre uno sviluppo pianificato, tenendo conto che il male endemico italico è quello “di cercare di prendere soldi facendo niente”..
Ciò significa che la collettività deve stabilire a priori una serie di filiere di sviluppo e finanziare le ricerche prevalentemente in quelle direzioni, controllando il tutto con grande rigore.
Questa dichiarazione farà arricciare il naso a molti fautori della libera ricerca, ma ahimè non vi sono altre possibilità.
Vale tuttavia la pena di approfondire un po’ il problema.
La ricerca va divisa anzitutto in due rami : Ricerca di base e Ricerca applicata.
Ricerca di base
E’ la parte più teorica per la quale non è possibile fare previsioni sui risultati e sulla futura utilizzazione.
Per questo settore ogni Stato che si rispetti deve stanziare determinati fondi , controllando solo che chi ricerca non bari al gioco solo per avere finanziamenti , ricercando “acqua calda” come purtroppo spesso avviene in Italia.
Ricerca applicata
La ricerca applicata è quella per la quale sono chiaramente visibili gli obbiettivi applicativi.
Con tale tipo di ricerca è possibile effettuare preventivi in termini di tempi e costi, con una affidabilità statistica accettabile.
Affidabilità statistica accettabile significa poter prevedere le percentuali di successi e di insuccessi con buona approssimazione.
Per quanto si è detto più sopra occorrerebbe fare un piano nazionale per definire le filiere di ricerche applicate.
A titolo esemplificativo e non esaustivo le filiere di maggior interesse potrebbero essere :
- la filiera della geotermia che prevede lo sfruttamento delle rocce calde situate a grande profondità di cui l’Italia dispone in abbondanza.
Nazioni a noi vicine, come la Svizzera, l’Austria, la Francia e la Germania, stanno lavorando a tutta forza in questo settore, mentre da noi, invece , assolutamente zero ! Per quanto riguarda perforazioni profonde è bene sapere che l’Italia (ENI) sta abbandonando perfino le ricerche petrolifere.
- la filiera delle nuove tecnologie nucleari a sicurezza intrinseca , dato che, con la buona pace degli ambientalisti , non è pensabile di sopperire al fabbisogno energetico con le sole fonti rinnovabili.
Basti pensare che qualora si coprisse totalmente l’Italia con un tetto completo di pannelli solari si riuscirebbe a coprire circa la metà del fabbisogno energetico.
D’altra parte la strombazzata scoperta dell’idrogeno , che sta illudendo quasi tutti, dimentica volutamente che, allo stato attuale delle conoscenze, si richiede molto più energia ( nonché inquinamento) a produrre idrogeno di quanto se ne ricavi bruciandolo.
- la filiera delle ceramiche industriali quali sono quelle utilizzate nel campo dell’elettronica e nel campo delle strutture a bassissima dilatazione termica.
Siamo molto bravi a produrre ceramiche artistiche e piastrelle per bagno, ma nel campo industriale stiamo aspettando i soliti giapponesi.
- la filiera del software applicativo, ricco di possibilità specialmente nel settore del telecontrollo e della tele assistenza.
- la filiera aeronautica , relativa ad aerei di piccole e piccolissime dimensioni, nonché ad elicotteri per scopi specifici, dove abbiamo una tradizione affermata, anche se poco supportata.
Meglio finanziare la massa dei film inutili e che nessuno vorrà mai vedere, piuttosto che supportare , anche solo politicamente in campo internazionale il nostro settore aeronautico!
ed in fine, ma non ultima
- la filiera delle macchine operatrici, ricca già ora di grandi successi, anche questa poco e malamente supportata all’estero.
Considerazione finale.
L’Italia possiede un esercito così scassato (nel senso di poco e male armato) da non poter essere paragonato , neanche lontanamente, ad un qualunque degli eserciti occidentali, questo a causa di continui insufficienti stanziamenti.
L’Italia stanzia per la ricerca meno della metà , in percentuale, delle nazioni occidentali serie.
L’Italia ha carenze di stanziamento in altri settori vitali come l’agricoltura, la sanità ed altri.
Non sarà per caso dovuto al fatto che con quei soldi viene mantenuta una pletora di dipendenti pubblici che stanno al loro posto solo per rendere più costosa e complicata la vita agli altri cittadini che lavorano?
sabato 31 luglio 2010
venerdì 30 luglio 2010
G8 e GLOBAL
G8 e GLOBALIZZAZIONE
Riunione dei grandi per decidere dei destini economici mondiali !
Che cosa pensarne?
Premesso che siamo decisamente contrari agli “spaccatutto” anche perché abbiamo fieri dubbi che a loro importi qualcosa della globalizzazione e che , invece , rappresenti uno spunto per perseguire l’agognata “rivoluzione mondiale” idolo quasi secolare delle sinistre, riteniamo schierarci senza esitazione alcuna dalla parte dei contestatori pacifici e democratici.
I motivi ? Oltre a quelli noti vorremmo proporne un altro che riteniamo molto importante anche se poco noto.
Nel 1897 un certo Friedrich Ratzel, professore di geografia presso l’Università di Lipsia, delineò una teoria che identificava lo stato con un organismo biologico che , per sopravvivere, doveva espandersi.
Manco a farlo apposta il Ratzel considerò sin da allora ,come piu’ significativo l’esempio dello sviluppo degli Stati Uniti che viene ampiamente discusso ed illustrato, ma sul quale , per brevità , non ci soffermiamo.
Secondo la teoria di Ratzel il commercio e gli spostamenti di persone erano considerati validi elementi di penetrazione, seguiti dall’annessione degli stati piu’ piccoli, ma vicini e poi quelli piu’ distanti.
La teoria di Ratzel costituiva la base della “geografia politica” la quale è stata seguita, nel breve volgere di anni dalla “geopolitica” , teoria che si differenziava dalla prima soprattutto per il concetto di “fatalità”.
Una nazione collocata geograficamente in una certa posizione non poteva che dominare sulle altre.
Questo modo di pensare ha fortemente contribuito a spingere le Potenze Centrali a scatenare la guerra del 1915-18.
Su questa filosofia, pronube la sconfitta e la pace di Versailles ( considerata ignobile), hanno spinto Karl Haushofer , professore a Monaco, a delineare una teoria geopolitica basata su cinque concetti basilari :
Spazio vitale, Autarchia, Panregioni, Frontiere, confronto tra Potere terrestre e potere marittimo.
Questa filosofia sponsorizzata da un allievo di Haushofer , Rudolf Hess ha costituito il nerbo del “Mein Kampf” hitleriano.
Voi direte, ma che c’entra l’America?
Molto semplice.
Dato che sono ancora nella memoria di tutti i disastri prodotti da Hitler e soci non è politicamente ripresentabile tale teoria “ sic et simpliciter”:
Basta tuttavia camuffarla in modo adeguato secondo le piu’ recenti teorie e pratiche motivazionali in cui gli statunitensi sono maestri e rieccola!
Spazio vitale : chiamiamolo Globalizzazione , con conseguente diritto di espansione, teoricamente per tutti , ma praticamente per poche multinazionali quasi tutte americane.
Ciò che non si può piu’ ottenere con le armi si può tentare di ottenere con mezzi di penetrazione piu’ subdoli , anche se , talvolta , si ricorre all’uso delle armi localmente perfezionate dopo il Vietnam con lo stile del “mordi e fuggi” (Iraq, Kosovo)
Autarchia : pratichiamo il “ buy american” e rifiutiamo il trattato di Kioto per il comodo delle industrie USA.
Panregioni : Patto panamericano, costituito da una nazione fortemente dominante e da altre ,decisamente piu’ deboli che formano corona ( lo spazio vitale).
Confini : in continuo allargamento verso est , spingendo avanti l’Europa chiaramente succube degli USA.
Potere terrestre e Potere marittimo : dichiarazioni a piu’ riprese che gli USA sono “ costretti “ ad essere i poliziotti del mondo per il bene della democrazia.
Come appare evidente Hitler era solo piu’ brutale e sanguinario ma gli obbiettivi rimangono gli stessi.
Riunione dei grandi per decidere dei destini economici mondiali !
Che cosa pensarne?
Premesso che siamo decisamente contrari agli “spaccatutto” anche perché abbiamo fieri dubbi che a loro importi qualcosa della globalizzazione e che , invece , rappresenti uno spunto per perseguire l’agognata “rivoluzione mondiale” idolo quasi secolare delle sinistre, riteniamo schierarci senza esitazione alcuna dalla parte dei contestatori pacifici e democratici.
I motivi ? Oltre a quelli noti vorremmo proporne un altro che riteniamo molto importante anche se poco noto.
Nel 1897 un certo Friedrich Ratzel, professore di geografia presso l’Università di Lipsia, delineò una teoria che identificava lo stato con un organismo biologico che , per sopravvivere, doveva espandersi.
Manco a farlo apposta il Ratzel considerò sin da allora ,come piu’ significativo l’esempio dello sviluppo degli Stati Uniti che viene ampiamente discusso ed illustrato, ma sul quale , per brevità , non ci soffermiamo.
Secondo la teoria di Ratzel il commercio e gli spostamenti di persone erano considerati validi elementi di penetrazione, seguiti dall’annessione degli stati piu’ piccoli, ma vicini e poi quelli piu’ distanti.
La teoria di Ratzel costituiva la base della “geografia politica” la quale è stata seguita, nel breve volgere di anni dalla “geopolitica” , teoria che si differenziava dalla prima soprattutto per il concetto di “fatalità”.
Una nazione collocata geograficamente in una certa posizione non poteva che dominare sulle altre.
Questo modo di pensare ha fortemente contribuito a spingere le Potenze Centrali a scatenare la guerra del 1915-18.
Su questa filosofia, pronube la sconfitta e la pace di Versailles ( considerata ignobile), hanno spinto Karl Haushofer , professore a Monaco, a delineare una teoria geopolitica basata su cinque concetti basilari :
Spazio vitale, Autarchia, Panregioni, Frontiere, confronto tra Potere terrestre e potere marittimo.
Questa filosofia sponsorizzata da un allievo di Haushofer , Rudolf Hess ha costituito il nerbo del “Mein Kampf” hitleriano.
Voi direte, ma che c’entra l’America?
Molto semplice.
Dato che sono ancora nella memoria di tutti i disastri prodotti da Hitler e soci non è politicamente ripresentabile tale teoria “ sic et simpliciter”:
Basta tuttavia camuffarla in modo adeguato secondo le piu’ recenti teorie e pratiche motivazionali in cui gli statunitensi sono maestri e rieccola!
Spazio vitale : chiamiamolo Globalizzazione , con conseguente diritto di espansione, teoricamente per tutti , ma praticamente per poche multinazionali quasi tutte americane.
Ciò che non si può piu’ ottenere con le armi si può tentare di ottenere con mezzi di penetrazione piu’ subdoli , anche se , talvolta , si ricorre all’uso delle armi localmente perfezionate dopo il Vietnam con lo stile del “mordi e fuggi” (Iraq, Kosovo)
Autarchia : pratichiamo il “ buy american” e rifiutiamo il trattato di Kioto per il comodo delle industrie USA.
Panregioni : Patto panamericano, costituito da una nazione fortemente dominante e da altre ,decisamente piu’ deboli che formano corona ( lo spazio vitale).
Confini : in continuo allargamento verso est , spingendo avanti l’Europa chiaramente succube degli USA.
Potere terrestre e Potere marittimo : dichiarazioni a piu’ riprese che gli USA sono “ costretti “ ad essere i poliziotti del mondo per il bene della democrazia.
Come appare evidente Hitler era solo piu’ brutale e sanguinario ma gli obbiettivi rimangono gli stessi.
ENERGIA SI
ENERGIA SI; ENERGIA NO
Una serie di importanti accadimenti ,ultimo dei quali la carenza di gas, stanno evidenziando un gravissimo ; crescente rischio per l’Italia : il rischio di retrocedere nel novero dei paesi di serie B.
Ciononostante una serie di “anime candide” seguita a sperare nello “stellone” , al fine di risolvere il problema energetico ( e non solo quello).
Mi è capitato e mi capita tuttora di leggere scritti di persone che per la fisica in generale e per l’energetica in particolare hanno un amore non corrisposto, ma che comunque si impancano a discettare su argomenti un pò troppo complicati per il loro livello di preparazione.
Rimangano a casa a dilettarsi con le parole incrociate, ma non si avventurino in un campo così complesso, armati solo di qualche slogan verdastro!
Per loro e per tutti quelli che vogliono leggere argomentazioni fondate su basi rigorosamente scientifiche riportiamo alcune notazioni.
Futuri fabbisogni energetici.
Le previsioni indicano una media di incrementi dei fabbisogni di circa il 3-4 % annuo, su scala mondiale.
Le solite animucce dicono che non è vero:
A prescindere che oltre due miliardi di persone (Cina e India) hanno giustamente voglia di poter contare anche loro, in un futuro non troppo remoto,dei beni di cui disponiamo noi (televisione, frigorifero, e quant’altro) e non crediamo opportuno andargli a suggerire un “nuovo sistema di vita” , che preveda la mancanza di queste agevolazioni, pena l’essere più o meno violentemente maltrattati .
Anche nelle nazioni tecnologicamente più avanzate l’incremento di fabbisogno non si discosterà troppo da quei valori.
Se pensiamo allo sviluppo dell’industria vediamo che quasi ogni innovazione prevede un incremento del consumo di energia.
Nell’industria tessile ,ad esempio , all’aumento del numero dei telai per ogni addetto, ha sempre corrisposto un aumento del consumo di energia.
Nel settore delle macchine utensili ogni incremento di produttività è stato pagato energeticamente.
A ulteriore esempio, per il settore civile , dato che le estati diventano sempre più afose, l’incremento dell’uso del condizionamento, a casa come sul posto di lavoro, ha portato ad una prima crisi energetica estiva.
Questo fatale incremento dei fabbisogni, è anche dovuto ( non fosse altro) all’incremento del numero degli abitanti della terra .
A tale incremento si può tentare di rispondere con :
1.-Risparmio energetico
Che si debba cercare , attraverso nuove soluzioni tecnologiche , di risparmiare energia non è oggetto di discussione.
Ognuno desidera contenere l’incremento economico della proprie bollette energetiche.
E’ tuttavia pensabile di recuperare con i risparmi l’incremento del fabbisogno ?
Neanche per sogno.
Vediamo di fare quattro conti.
Il grosso dei consumi, ovviamente, è dato dal settore industriale (motori, trasformatori, ecc.)
Questi consumatori, che hanno una vita media di 20 anni saranno poi sostituiti da apparecchiature con una efficienza superione , che stimiamo di circa il 20% (stima ottimistica)
Poiché nessuna nazione possiede i mezzi finanziari per cambiare di scoppio tutte le attrezzature energivore non si potrà contare su di una cifra superiore all’1% di risparmio annuo che contro un fabbisogno del 3-4% risulta importante, ma non risolve il problema.
2.Energie rinnovabili
Le solite anime candide conoscono solo :
2.1-L’energia eolica
2.2-Il solare termico
2.3-Il fotovoltaico
2.4.-Le biomasse
2.5- L’energia idroelettrica
Non conoscono invece la geotermia di bassa e di alta profondità ( quasi certamente perchè ricordare tale possibilità fa dispiacere ai petrolieri) o perché le conoscenze della maggior parte degli ambientalisti non arrivano a tanto, avendo ricavato le loro cognizioni da manualetti tipo “Il manuale delle giovani marmotte”.
Vediamo ora le possibilità reali offerte da queste energie.
2.1-Energia eolica
Vale senzaltro la pena di sfruttarla, laddove possibile , ricordando tuttavia che il suo contributo , in Italia , non sarà mai rilevante.
La Danimarca, che ha uno sviluppo di coste di circa 7300 km copre con l’eolico circa il 20 % del suo fabbisogno ossia kwh/anno 8.000.000 kwh/anno
L’ Italia con uno sviluppo di 7600 km , ed un fabbisogno di 266.000.000 kwh/anno se le utilizzasse per intero infischiandosi della tutela dell’ambiente coprirebbe solo il 1.5-2% del fabbisogno.
Tuttavia anche in questo campo gli ambientalisti ha espresso il loro NO.
Perfino in una delle poche zone ventose d’Italia (la Sardegna) hanno detto che le installazioni dovrebbero essere fatte solamente nella zona industriale di Porto Torres (sic!)
2.2- Il solare termico
Molto vantaggioso anche se scarsamente utilizzato dalle anime candide ambientaliste, Permette di avere acqua calda gratis per tre quarti dell’anno, e, comunque di riscaldare con altri mezzi acqua gia leggermente tiepida.
Con il grande agitarsi che fanno gli amanti delle energie rinnovabili, dovremmo vedere i tetti delle abitazioni, costellati da pannelli, invece ………..
Interressante, conveniente ,consigliabilissimo,ma attraverso questa via non si risolvono gli enormi problemi energetici nazionali.
2.3 – Il solare fotovoltaico
Il costo di un sistema fotovoltaico per un ammontare di 3 kw di potenza costa , installato circa 20.000 €, con una produzione media di circa 2000 kwh/anno.
Immaginando una durata dell’impianto di 20 anni si avrebbe un costo di 0,5 €/kwh , ossia circa il quadruplo di quanto si paga ora.
Il fatto che intervenga lo Stato non significa nulla.
Poiché lo Stato siamo noi, significa solo che attraverso questa via si aumenta il costo del kwh, costo che grava sulle spalle dei contribuenti.
L’osservazione che questi interventi statali , sollecitando il consumo dei pannelli ne farebbero abbassare i costi è irrilevante in quanto il costo in energia necessaria a produrre tali pannelli è sempre spropositamente alto e quindi solamente se comparissse all’orizzonte tecnologico un tipo totalmente nuovo di pannello, che non utilizzasse il silicio si potrebbero nutrire speranze di valido utilizzo in un mercato non drogato.
2.4.- Le biomasse
Sino a non molto tempo fa gli ambientalisti erano contrari a bruciare legno o prodotti similari per non danneggiare il patrimonio boschivo e per non produrre CO2.
Ora che si è ampiamente dimostrato che in Italia tale patrimonio è addirittura aumentato ,si è trovato il solito trucchetto verbale per non dover confessare di aver sostenuto delle sciocchezze: bruciare legno produce sì CO2, ma tanto quanto le piante assorbono dall’aria e quindi il conto torna a zero.
Verissimo, ma come la mettiamo con la Diossina di cui il combustibile legno è uno dei massimi produttori?
Meglio far finta di niente in quanto nessuno è riuscito a dimostrare la morbilità della diossina se non propinata in dosi massicce.
I repentini cambi di significati si sono estesi agli impianti di incenerimento degli RSU che ora sono stati pomposamente ribattezzati termovalorizzatori , ma la menata è rimasta sempre la stessa.
Bruciamo quindi tranquillamente legno ed altre biomasse, anzi gassifichiamoli e produciamo energia elettrica, anche se questo settore non rappresenterà mai un’alternativa ai combustibili tradizionali.
Per confermare l’assunto voglio ricordare che Finlandia e Svezia mantengono nel nucleare un supporto enegetico di grande peso (Finlandia pari al 28% , avendo in aggiunta ordinato alla Francia una centrale di terza generazione e Svezia pari al al 46% essendo allo studio l’eventuale installazione di una nuova centrale ).
Per quanto riguarda il biodiesel va tutto bene.
Diamoci sotto a produrlo a patto che i petrolieri ce lo permettano………o se ne impadroniscano “regolando “ il mercato.
2.5- Energia idroelettrica
Attualmente , in Italia assorbe il 17 % del fabbisogno nazionale però …. una parte non irrilevante di questa energia viene prodotta ripompando l’acqua sfruttata ed utilizzando così l’energia di una seconda caduta.
Peccato che questo ripompaggio, che avviene di notte, si effettua utilizzando esclusivamente energia elettrica prodotta nelle centrali nucleari francesi.
Si è cominciato finalmente a sfruttare piccoli salti d’acqua per produrre energia con piccolissimi impianti idroelettrici di pochi kilowatt.
Alle cattive notizie che si abbattono sul nostro paese se ne aggiunge un’altra recente che tocca proprio il settore idroelettrico.
I laghi delle centrali sono a metà livello e le previsioni , a causa dello scarso innevamento , danno per certo , nei prossimi mesi estivi , un non indifferente buco.
Vedrete che gli ambientalisti proporrano di spegnere i condizionatori con la scusa che i nostri nonni non li avevano …….e che , quindi, dovremo pensare ad un nuovo sistema di vita.
Geotermia
E qui entriamo in pieno nella non conoscenza ambientalista, non conoscenza che fa fregare le mani ai petrolieri che vedono negletto un pericoloso concorrente.
Tutti (o speriamo quasi tutti) sanno di Larderello e dei suoi soffioni.
Purtroppo questo tipo di sfruttamento della geotermia è limitato a quanto il buon Dio ci mette a disposizione in termini di vapore naturale (che è molto poco).
Anche se nessuno si agita per sfruttare quanto sarebbe disponibile , che va da Abano a Pantelleria
Sarebbe tuttavia conveniente sfruttare anche il calore della terra in due modi differenti.
Con pompa di calore
Forando il terreno per profondità variabili tra i 50 ed i 150 metri con gli stessi mezzi utilizzati per produrre pozzi artesiani si trovano temperature più alte d’inverno di 4-5° rispetto all’ambiente esterno e d’estate di 4°-5° inferiori sempre rispetto all’ambiente esterno.
Facendo scorrere acqua in questi tubi si asporta “calore” che elevato di livello di temperatura mediante un dispositivo denominato pompa di calore se ne innalza adeguatamente la temperatura utilizzando questo calore per scaldare in inverno e per raffrescare d’estate.
Il dispositivo succitato funziona ad energia elettrica, ma il bilancio termico generale è sensibilmente conveniente.
Sfruttando Rocce calde
A mano a mano che si penetra nel sottosuolo si registra mediamente un incremento della temperatura di 10°-15° circa ogni 100 m., ciò significa che a profondità superiori a 1000 m si incontrano temperature che possono venir adeguatamente sfruttate iniettando acqua fredda e ricavandone acquan calda.
L’Ufficio Federale dell’Energia (UFE) svizzero, ha lanciato il progetto Deep Heat Mining che si completerà presso Basile, nel 2008, con l’entrata in funzione di una centrale geotermica.
Sempre in Svizzera (a due passi da noi) le gallerie stradali e ferroviarie drenano acque contemperature oscillanti dai 20 ° ai 40°.
Il potenziale geotermico in 15 gallerie ammonta a 30.000 KW, che rappresenta l’equivalente del fabbisogno di circa 4000 utenze domestiche.
6 gallerie sono gia sfruttate:
Hauenstein 150 alloggi
Ricken : sala polivalente; scuola materna,installazione della protezione civile
Gran San Bernardo : edificio e diversi locali
Furka : 177 appartamenti
San Gottardo : centro di manutenzione eutostradale
Mappo-Morettina : Stabile del centro sportivo e ricreativo
E ancora, a titolo di ulteriore esempio:
In Australia si lavora attivamente nella Hunter Walley e nel Cooper Basin
In Austria e Germania si sta operando su progetti analoghi.
E in Italia ?
Si è solo capaci di andare in giro con cartelli “Nucleare, no grazie !” , tanto non costa fatica.
Appare chiaro che l’unico paese, seduto sul caldo, in cui si dorme , dilettandosi con le poesie ambientaliste, rimane l’Italia.
CONCLUSIONI
Riteniemo opportuno , giunti a questo punto, delineare due paragrafi che intitoleremo così :
A.- Cosa si dovrebbe fare ?
B.- Che cosa si rischia col “non fare “ ?
A.-Che cosa si dovrebbe fare ?
Anzitutto un Piano Energetico Nazionale concordato tra maggioranza ed opposizione e dal quale vengano tassativamente escluse proposte stupide o dilatorie.
L’esigua minoranza dovrà democraticamente accettare quanto deciso dalla maggioranza, o andarsene, poiché non è più pensabile chi i meno danneggino i più alla luce di insensate filosofie.
Il piano energetico dovrebbe prevedete centrali termiche a gas, a carbone e nucleari di terza e di quarta generazione, riservando uno spazio minimo alle centrali a gasolio in quanto la cosa più folle che possa fare l’umanità è quella di usare il petrolio per bruciarlo.
Nel piano energetico dovrebbero entrare tutte le fonti energetiche rinnovabili con obbiettivo, entro 10 anni ( senza sussidi governativi che alterino la convenienza energetica ed economica ) l’8-10% del fabbisogno nazionale.
Perché le centrali a gas ?
Perché meno inquinanti
Perché ci sganciano almeno in parte dagli arabi.
Perché se gli ambientalisti alla Vendola la piantano con la sciocca opposizione agli impianti di gassificazione (assolutamente non inquinanti) possiamo approvigionarsi su un’amplissima gamma di potenziali fornitori.
Perché le centrali a carbone?
Perché grazie ai moderni sistemi di riduzione dei contenuti di zolfo ed ai sistemi di filtraggio fumi sono inquinanti tanto quanto le centrali a gasoli.
Perché il grosso dell’approvvigionamento è in paesi occidentali.
Perché le centrali nucleari di terza generazione?
Perché (sintetizziamo) :
Di piccola taglia (300-400MW)
Intrinsecamente sicure
Totalmente interrate
Disponibili entro 5-6 anni .
Perché sarebbe l’unica soluzione atta a produrre Idrogeno, in maniera tecnicamente,economicamente ed ambientalmente conveniente
Vogliamo ricordare che la Cina ha un Piano Energetico che prevede , oltre ad altri tipi di produttori di energia, la costruzione di ben 50 centrali nucleari di terza e quarta generazione !
Perché di quarta generazione ?
Perché autoproducendosi buona parte del combustibile rendono scarsamente dipendenti dai produttori di uranio.
Vogliamo ricordare che gli Indiani (forse perché più incolti degli ambientalisti nostrani) onde evitare ricatti stanno sviluppando a tutta forza le centrali nucleari al Torio (minerale di cui l’India abbonda)
Perché eliminando gli attinidi , che sono i residui radioattivi di più lunga durata produrrebbero scorie radioattive la cui durata è di un centinaio di anni (oltre che di quantità ridottissima)
Alla fine di tutto questo si raggiungerebbero gli obbiettivi di ridurre drasticamente il costo dell’energia e ci affrancheremmo dalla schiavitù araba.
Si tenga presente che con tutta la panoplia concorrente al petrolio gli sceicchi dovrebbero drasticamente ridurre i loro prezzi pena la loro caduta in miseria, non essendo stati capaci, con i lauti proventi petroliferi di sviluppare una valida economia nei loro paesi.
B.-Che cosa si rischia con “non fare” ?
Si rischia di fare aumentare in maniera esponenziale i già alti costi energetici.
Rammentiamo che , ad oggi, causa gli eccessivi costi dell’energia, sono stati totalmente chisi i settori di produzione delle leghe ferrose e dell’alluminio.
Si va diritti alla chiusura dei forni elettrici per la produzione degli acciai speciali , nonché del tessile sul quale il costo dell’energia incide molto di più che non il costo della manodopera.
Si rischia di trovarci sul gobbo le soluzioni già ventialte dai verdi :
riduzione della temperatura di riscaldamento
riduzione delle ore di riscaldamento
riduzione dell’illuminazione
riduzione della circolazione automobilistica
aumento delle tariffe energetiche per compensare gli aumentati costi di produzione e per incentivare il risparmio
ed infine, ciliegina sulla torta
Francia,Svizzera,Slovenia, Slovacchia ed altri stati vicini che produrranno sempre più energia da vendere all’Italia, ai prezzi economici e politici da loro dettati, e noi qui a pagare economicamente e politicamente.
Una serie di importanti accadimenti ,ultimo dei quali la carenza di gas, stanno evidenziando un gravissimo ; crescente rischio per l’Italia : il rischio di retrocedere nel novero dei paesi di serie B.
Ciononostante una serie di “anime candide” seguita a sperare nello “stellone” , al fine di risolvere il problema energetico ( e non solo quello).
Mi è capitato e mi capita tuttora di leggere scritti di persone che per la fisica in generale e per l’energetica in particolare hanno un amore non corrisposto, ma che comunque si impancano a discettare su argomenti un pò troppo complicati per il loro livello di preparazione.
Rimangano a casa a dilettarsi con le parole incrociate, ma non si avventurino in un campo così complesso, armati solo di qualche slogan verdastro!
Per loro e per tutti quelli che vogliono leggere argomentazioni fondate su basi rigorosamente scientifiche riportiamo alcune notazioni.
Futuri fabbisogni energetici.
Le previsioni indicano una media di incrementi dei fabbisogni di circa il 3-4 % annuo, su scala mondiale.
Le solite animucce dicono che non è vero:
A prescindere che oltre due miliardi di persone (Cina e India) hanno giustamente voglia di poter contare anche loro, in un futuro non troppo remoto,dei beni di cui disponiamo noi (televisione, frigorifero, e quant’altro) e non crediamo opportuno andargli a suggerire un “nuovo sistema di vita” , che preveda la mancanza di queste agevolazioni, pena l’essere più o meno violentemente maltrattati .
Anche nelle nazioni tecnologicamente più avanzate l’incremento di fabbisogno non si discosterà troppo da quei valori.
Se pensiamo allo sviluppo dell’industria vediamo che quasi ogni innovazione prevede un incremento del consumo di energia.
Nell’industria tessile ,ad esempio , all’aumento del numero dei telai per ogni addetto, ha sempre corrisposto un aumento del consumo di energia.
Nel settore delle macchine utensili ogni incremento di produttività è stato pagato energeticamente.
A ulteriore esempio, per il settore civile , dato che le estati diventano sempre più afose, l’incremento dell’uso del condizionamento, a casa come sul posto di lavoro, ha portato ad una prima crisi energetica estiva.
Questo fatale incremento dei fabbisogni, è anche dovuto ( non fosse altro) all’incremento del numero degli abitanti della terra .
A tale incremento si può tentare di rispondere con :
1.-Risparmio energetico
Che si debba cercare , attraverso nuove soluzioni tecnologiche , di risparmiare energia non è oggetto di discussione.
Ognuno desidera contenere l’incremento economico della proprie bollette energetiche.
E’ tuttavia pensabile di recuperare con i risparmi l’incremento del fabbisogno ?
Neanche per sogno.
Vediamo di fare quattro conti.
Il grosso dei consumi, ovviamente, è dato dal settore industriale (motori, trasformatori, ecc.)
Questi consumatori, che hanno una vita media di 20 anni saranno poi sostituiti da apparecchiature con una efficienza superione , che stimiamo di circa il 20% (stima ottimistica)
Poiché nessuna nazione possiede i mezzi finanziari per cambiare di scoppio tutte le attrezzature energivore non si potrà contare su di una cifra superiore all’1% di risparmio annuo che contro un fabbisogno del 3-4% risulta importante, ma non risolve il problema.
2.Energie rinnovabili
Le solite anime candide conoscono solo :
2.1-L’energia eolica
2.2-Il solare termico
2.3-Il fotovoltaico
2.4.-Le biomasse
2.5- L’energia idroelettrica
Non conoscono invece la geotermia di bassa e di alta profondità ( quasi certamente perchè ricordare tale possibilità fa dispiacere ai petrolieri) o perché le conoscenze della maggior parte degli ambientalisti non arrivano a tanto, avendo ricavato le loro cognizioni da manualetti tipo “Il manuale delle giovani marmotte”.
Vediamo ora le possibilità reali offerte da queste energie.
2.1-Energia eolica
Vale senzaltro la pena di sfruttarla, laddove possibile , ricordando tuttavia che il suo contributo , in Italia , non sarà mai rilevante.
La Danimarca, che ha uno sviluppo di coste di circa 7300 km copre con l’eolico circa il 20 % del suo fabbisogno ossia kwh/anno 8.000.000 kwh/anno
L’ Italia con uno sviluppo di 7600 km , ed un fabbisogno di 266.000.000 kwh/anno se le utilizzasse per intero infischiandosi della tutela dell’ambiente coprirebbe solo il 1.5-2% del fabbisogno.
Tuttavia anche in questo campo gli ambientalisti ha espresso il loro NO.
Perfino in una delle poche zone ventose d’Italia (la Sardegna) hanno detto che le installazioni dovrebbero essere fatte solamente nella zona industriale di Porto Torres (sic!)
2.2- Il solare termico
Molto vantaggioso anche se scarsamente utilizzato dalle anime candide ambientaliste, Permette di avere acqua calda gratis per tre quarti dell’anno, e, comunque di riscaldare con altri mezzi acqua gia leggermente tiepida.
Con il grande agitarsi che fanno gli amanti delle energie rinnovabili, dovremmo vedere i tetti delle abitazioni, costellati da pannelli, invece ………..
Interressante, conveniente ,consigliabilissimo,ma attraverso questa via non si risolvono gli enormi problemi energetici nazionali.
2.3 – Il solare fotovoltaico
Il costo di un sistema fotovoltaico per un ammontare di 3 kw di potenza costa , installato circa 20.000 €, con una produzione media di circa 2000 kwh/anno.
Immaginando una durata dell’impianto di 20 anni si avrebbe un costo di 0,5 €/kwh , ossia circa il quadruplo di quanto si paga ora.
Il fatto che intervenga lo Stato non significa nulla.
Poiché lo Stato siamo noi, significa solo che attraverso questa via si aumenta il costo del kwh, costo che grava sulle spalle dei contribuenti.
L’osservazione che questi interventi statali , sollecitando il consumo dei pannelli ne farebbero abbassare i costi è irrilevante in quanto il costo in energia necessaria a produrre tali pannelli è sempre spropositamente alto e quindi solamente se comparissse all’orizzonte tecnologico un tipo totalmente nuovo di pannello, che non utilizzasse il silicio si potrebbero nutrire speranze di valido utilizzo in un mercato non drogato.
2.4.- Le biomasse
Sino a non molto tempo fa gli ambientalisti erano contrari a bruciare legno o prodotti similari per non danneggiare il patrimonio boschivo e per non produrre CO2.
Ora che si è ampiamente dimostrato che in Italia tale patrimonio è addirittura aumentato ,si è trovato il solito trucchetto verbale per non dover confessare di aver sostenuto delle sciocchezze: bruciare legno produce sì CO2, ma tanto quanto le piante assorbono dall’aria e quindi il conto torna a zero.
Verissimo, ma come la mettiamo con la Diossina di cui il combustibile legno è uno dei massimi produttori?
Meglio far finta di niente in quanto nessuno è riuscito a dimostrare la morbilità della diossina se non propinata in dosi massicce.
I repentini cambi di significati si sono estesi agli impianti di incenerimento degli RSU che ora sono stati pomposamente ribattezzati termovalorizzatori , ma la menata è rimasta sempre la stessa.
Bruciamo quindi tranquillamente legno ed altre biomasse, anzi gassifichiamoli e produciamo energia elettrica, anche se questo settore non rappresenterà mai un’alternativa ai combustibili tradizionali.
Per confermare l’assunto voglio ricordare che Finlandia e Svezia mantengono nel nucleare un supporto enegetico di grande peso (Finlandia pari al 28% , avendo in aggiunta ordinato alla Francia una centrale di terza generazione e Svezia pari al al 46% essendo allo studio l’eventuale installazione di una nuova centrale ).
Per quanto riguarda il biodiesel va tutto bene.
Diamoci sotto a produrlo a patto che i petrolieri ce lo permettano………o se ne impadroniscano “regolando “ il mercato.
2.5- Energia idroelettrica
Attualmente , in Italia assorbe il 17 % del fabbisogno nazionale però …. una parte non irrilevante di questa energia viene prodotta ripompando l’acqua sfruttata ed utilizzando così l’energia di una seconda caduta.
Peccato che questo ripompaggio, che avviene di notte, si effettua utilizzando esclusivamente energia elettrica prodotta nelle centrali nucleari francesi.
Si è cominciato finalmente a sfruttare piccoli salti d’acqua per produrre energia con piccolissimi impianti idroelettrici di pochi kilowatt.
Alle cattive notizie che si abbattono sul nostro paese se ne aggiunge un’altra recente che tocca proprio il settore idroelettrico.
I laghi delle centrali sono a metà livello e le previsioni , a causa dello scarso innevamento , danno per certo , nei prossimi mesi estivi , un non indifferente buco.
Vedrete che gli ambientalisti proporrano di spegnere i condizionatori con la scusa che i nostri nonni non li avevano …….e che , quindi, dovremo pensare ad un nuovo sistema di vita.
Geotermia
E qui entriamo in pieno nella non conoscenza ambientalista, non conoscenza che fa fregare le mani ai petrolieri che vedono negletto un pericoloso concorrente.
Tutti (o speriamo quasi tutti) sanno di Larderello e dei suoi soffioni.
Purtroppo questo tipo di sfruttamento della geotermia è limitato a quanto il buon Dio ci mette a disposizione in termini di vapore naturale (che è molto poco).
Anche se nessuno si agita per sfruttare quanto sarebbe disponibile , che va da Abano a Pantelleria
Sarebbe tuttavia conveniente sfruttare anche il calore della terra in due modi differenti.
Con pompa di calore
Forando il terreno per profondità variabili tra i 50 ed i 150 metri con gli stessi mezzi utilizzati per produrre pozzi artesiani si trovano temperature più alte d’inverno di 4-5° rispetto all’ambiente esterno e d’estate di 4°-5° inferiori sempre rispetto all’ambiente esterno.
Facendo scorrere acqua in questi tubi si asporta “calore” che elevato di livello di temperatura mediante un dispositivo denominato pompa di calore se ne innalza adeguatamente la temperatura utilizzando questo calore per scaldare in inverno e per raffrescare d’estate.
Il dispositivo succitato funziona ad energia elettrica, ma il bilancio termico generale è sensibilmente conveniente.
Sfruttando Rocce calde
A mano a mano che si penetra nel sottosuolo si registra mediamente un incremento della temperatura di 10°-15° circa ogni 100 m., ciò significa che a profondità superiori a 1000 m si incontrano temperature che possono venir adeguatamente sfruttate iniettando acqua fredda e ricavandone acquan calda.
L’Ufficio Federale dell’Energia (UFE) svizzero, ha lanciato il progetto Deep Heat Mining che si completerà presso Basile, nel 2008, con l’entrata in funzione di una centrale geotermica.
Sempre in Svizzera (a due passi da noi) le gallerie stradali e ferroviarie drenano acque contemperature oscillanti dai 20 ° ai 40°.
Il potenziale geotermico in 15 gallerie ammonta a 30.000 KW, che rappresenta l’equivalente del fabbisogno di circa 4000 utenze domestiche.
6 gallerie sono gia sfruttate:
Hauenstein 150 alloggi
Ricken : sala polivalente; scuola materna,installazione della protezione civile
Gran San Bernardo : edificio e diversi locali
Furka : 177 appartamenti
San Gottardo : centro di manutenzione eutostradale
Mappo-Morettina : Stabile del centro sportivo e ricreativo
E ancora, a titolo di ulteriore esempio:
In Australia si lavora attivamente nella Hunter Walley e nel Cooper Basin
In Austria e Germania si sta operando su progetti analoghi.
E in Italia ?
Si è solo capaci di andare in giro con cartelli “Nucleare, no grazie !” , tanto non costa fatica.
Appare chiaro che l’unico paese, seduto sul caldo, in cui si dorme , dilettandosi con le poesie ambientaliste, rimane l’Italia.
CONCLUSIONI
Riteniemo opportuno , giunti a questo punto, delineare due paragrafi che intitoleremo così :
A.- Cosa si dovrebbe fare ?
B.- Che cosa si rischia col “non fare “ ?
A.-Che cosa si dovrebbe fare ?
Anzitutto un Piano Energetico Nazionale concordato tra maggioranza ed opposizione e dal quale vengano tassativamente escluse proposte stupide o dilatorie.
L’esigua minoranza dovrà democraticamente accettare quanto deciso dalla maggioranza, o andarsene, poiché non è più pensabile chi i meno danneggino i più alla luce di insensate filosofie.
Il piano energetico dovrebbe prevedete centrali termiche a gas, a carbone e nucleari di terza e di quarta generazione, riservando uno spazio minimo alle centrali a gasolio in quanto la cosa più folle che possa fare l’umanità è quella di usare il petrolio per bruciarlo.
Nel piano energetico dovrebbero entrare tutte le fonti energetiche rinnovabili con obbiettivo, entro 10 anni ( senza sussidi governativi che alterino la convenienza energetica ed economica ) l’8-10% del fabbisogno nazionale.
Perché le centrali a gas ?
Perché meno inquinanti
Perché ci sganciano almeno in parte dagli arabi.
Perché se gli ambientalisti alla Vendola la piantano con la sciocca opposizione agli impianti di gassificazione (assolutamente non inquinanti) possiamo approvigionarsi su un’amplissima gamma di potenziali fornitori.
Perché le centrali a carbone?
Perché grazie ai moderni sistemi di riduzione dei contenuti di zolfo ed ai sistemi di filtraggio fumi sono inquinanti tanto quanto le centrali a gasoli.
Perché il grosso dell’approvvigionamento è in paesi occidentali.
Perché le centrali nucleari di terza generazione?
Perché (sintetizziamo) :
Di piccola taglia (300-400MW)
Intrinsecamente sicure
Totalmente interrate
Disponibili entro 5-6 anni .
Perché sarebbe l’unica soluzione atta a produrre Idrogeno, in maniera tecnicamente,economicamente ed ambientalmente conveniente
Vogliamo ricordare che la Cina ha un Piano Energetico che prevede , oltre ad altri tipi di produttori di energia, la costruzione di ben 50 centrali nucleari di terza e quarta generazione !
Perché di quarta generazione ?
Perché autoproducendosi buona parte del combustibile rendono scarsamente dipendenti dai produttori di uranio.
Vogliamo ricordare che gli Indiani (forse perché più incolti degli ambientalisti nostrani) onde evitare ricatti stanno sviluppando a tutta forza le centrali nucleari al Torio (minerale di cui l’India abbonda)
Perché eliminando gli attinidi , che sono i residui radioattivi di più lunga durata produrrebbero scorie radioattive la cui durata è di un centinaio di anni (oltre che di quantità ridottissima)
Alla fine di tutto questo si raggiungerebbero gli obbiettivi di ridurre drasticamente il costo dell’energia e ci affrancheremmo dalla schiavitù araba.
Si tenga presente che con tutta la panoplia concorrente al petrolio gli sceicchi dovrebbero drasticamente ridurre i loro prezzi pena la loro caduta in miseria, non essendo stati capaci, con i lauti proventi petroliferi di sviluppare una valida economia nei loro paesi.
B.-Che cosa si rischia con “non fare” ?
Si rischia di fare aumentare in maniera esponenziale i già alti costi energetici.
Rammentiamo che , ad oggi, causa gli eccessivi costi dell’energia, sono stati totalmente chisi i settori di produzione delle leghe ferrose e dell’alluminio.
Si va diritti alla chiusura dei forni elettrici per la produzione degli acciai speciali , nonché del tessile sul quale il costo dell’energia incide molto di più che non il costo della manodopera.
Si rischia di trovarci sul gobbo le soluzioni già ventialte dai verdi :
riduzione della temperatura di riscaldamento
riduzione delle ore di riscaldamento
riduzione dell’illuminazione
riduzione della circolazione automobilistica
aumento delle tariffe energetiche per compensare gli aumentati costi di produzione e per incentivare il risparmio
ed infine, ciliegina sulla torta
Francia,Svizzera,Slovenia, Slovacchia ed altri stati vicini che produrranno sempre più energia da vendere all’Italia, ai prezzi economici e politici da loro dettati, e noi qui a pagare economicamente e politicamente.
DIALETTICA MARXISTA
LA DIALETTICA MARXISTA
PREMESSA
Logica delle probabilità e delle definizioni
In qualunque situazione dialettica regna ,o dovrebbe regnare , la logica.
Tuttavia anche una mancanza di logica è una sorta di logica, magari scorretta o strampalata , ma pur sempre logica.
La struttura di un qualsivoglia ragionamento parte da certe premesse e, attraverso uno o più argomenti si giunge ad una conclusione.
Premesse e argomenti possono essere forti o deboli a seconda che siano sostenuti più o meno da dati statisticamente validi.
Se le premesse sono false le conclusioni saranno sicuramente false.
Se gli argomenti sono pertinenti e validi le conclusioni potranno essere considerate valide diversamente saranno false anche se le premesse fossero vere.
Ci sono fondamentalmente due modi per criticare un ragionamento :
*contestare le premesse dimostrando che almeno una è falsa, o così debole statisticamente da non essere sostenibile.
*contestare il ragionamento mostrando che le premesse non offrono una buona ragione a favore della conclusione o che la premessa contiene in se già la conclusione.
*contestare la non pertinenza degli argomenti
Qualche esempio
Se io affermo : quando c’è piena luce naturale è giorno, dichiaro una premessa valida al 100%
Se io affermo :quando c’è luce naturale è giorno , dichiaro una premessa valida solo al 50% in quanto potrebbe esserci, come luce naturale quella della luna e delle stelle.
Se io affermo: quando c’è luce naturale , allora piove , il ragionamento è falso perché l’argomento non è pertinente.
INTRODUZIONE
Avrete senz’altro assistito a più di un dibattito cui abbiano partecipato esponenti della sinistra.
A parte il fatto di averne ricavato una noia mortale , vi sarete sicuramente accorti che le tesi sinistre ricalcano sempre lo stesso, monotono schema.
Vale la pena di analizzare questo schema ( e le sue origini) perché adottare nei confronti di tali personaggi gli schemi logici comuni a tutta l’umanità, si esce quasi sempre perdenti, indipendentemente dal bontà della tesi sostenuta.
Perché si verifica questo fatto ?
Semplicemente perché lo schema di dibattito adottato dai sinistri è stato accuratamente studiato e mandato pressocchè a memoria dagli utenti.
Tale schema, oltretutto, prescinde in modo assoluto dalla cultura dell’utente.
Un qualsivoglia buzzurro che lo adotti ha parecchie carte vincenti in mano anche se chi lo contrasta è colto ed intelligente.
Sono le carte di cui dispone un qualsiasi catafratto mentale che non si vergogna delle c….te che dice.
Vediamo anzitutto un po’ di storia.
A marxismo imperante in unione sovietica si è presentato, ai reggitori della cosa pubblica, il seguente problema : come presentare alla massa degli ascoltatori una plateale menzogna in modo che alla suddetta massa appaia come sacrosanta verità?
Questa esigenza ha sollecitato brillanti cervelli universitari (dediti anima e cuore al marxismo) a studiare psicologia delle masse ed un modo totalmente nuovo di fare comunicazione.
I risultati di questi studi sono stati applicati con circa venti anni di anticipo su quanto attuato nel mondo civile e se ne sono visti ( e se ne vedono ancora) i frutti.
Alla base di questo tipo di ricerche motivazionali stanno alcuni assunti fondamentali.
1.- Chi mi sta davanti non è una semplice controparte, ma un nemico, e come tale va combattuto, con ogni mezzo, lecito o meno.
Non vanno contrastate le sue tesi, ma va distrutto lui, lui solo.
2.- Non si deve mai,comunque ,cercare di contrastare le tesi dell’avversario, poiché se si segue la sua logica si può venire battuti dalla sua cultura o dalla bontà e validità delle sue tesi.
POCHE IDEE, MA CHIARE
Poiché i marxisti hanno individuato di poter contare su una massa di adepti di livello culturale ed intellettivo medio basso, hanno adottato principi applicativi di una semplicità assoluta : poche idee, ma chiare che si esprimano in slogans sui quali non si deve ragionare ,ma solo ricordarli a memoria.
Sono assiomi indiscutibili sui quali se si dovesse esprimere anche un minimo dubbio, crollerebbe l’intero castello ideologico., e, cosa fondamentale, occorre abituarsi, attraverso un allenamento pluriennale a non sentire più la vocina interna che dice : “guarda che questo che stai per dire non sta in piedi nenche con un puntello !”
1.- Lo Stato avanti tutto.
La base fondamentale è quella dello stato etico (che caratterizza tutte le dittature).
Senza lo Stato non può esistere nulla e per la totale sicurezza dello Stato si deve fare qualunque cosa.
Ecco perché la sinistra non vuole i cittadini armati che autonomamente reagiscano ai soprusi : potrebbero un giorno reagire ai soprusi dello Stato !
2.-Le persone non contano niente.
Le persone hanno ragione di esistere solamente perché esiste lo Stato. Il fatto che qualche cittadino muoia perché lo Stato non può o non lo vuole proteggere adeguatamente è di scarsa rilevanza ; è un fatto fisiologico.
La cosa fondamentale è che lo Stato abbia ben salde in mano le redini del potere per cui soprusi fisici o burocratici fatti a danno dei cittadini, hanno scarsa rilevanza.
3.-Difendere sempre gli scarti.
Il fatto che se una minoranza dei cittadini evidenzia certe volontà e certi comportamenti non consoni e dannosi alla volontà della maggioranza o si adegua o risulta “non conforme” e quindi subisce corrispondenti punizioni previste dalle Leggi o, comunque perde alcuni diritti , ciò non costituisce se non un incentivo a dare istantaneamente totale ragione ai “fuori norma”, prescindendo da una qualsivoglia considerazione sul merito.
Questo atteggiamente ha come unico e solo scopo di procurarsi dei voti e, soprattutto, far sì che i componenti della minoranza trasformino mentalmente i propri desideri in diritti conculcati
Che poi , una volta assunto il potere si debbano esaudire i desideri di questa minoranza è un altro discorso , tanto è sempre disponibile , per non farlo, la ragione di Stato.
4.- Una menzogna ripetuta cento volte diventa verità.
Tecnica usata spessissimo e nei più disparati campi.
Il fatto che il mondo occidentale abbia sviluppato a suo tempo particolari caccia bombardieri atti a contrastare efficacemente i carri armati russi è stato subito e ripetutamente descritto come un attentato alla pace.
Il fatto che il muro di Berlino sia stato eretto per impedire la fuga di cittadini stanchi dell’oppressione comunista è stato fatto apparire come uno scudo contro l’invasione americana.
E in Italia ?
La Legge relativa al conferimento di un premio di maggioranza (oggi ampiamente accettato dalla sinistra) è stata presentata e fatta percepire come “Legge truffa “,salvo poi avvalersene e sostenerla.
E via discorrendo.
Recente esempio:Veltroni, nello spazio di una settimana, si è contraddetto, relativamente all’immigrazione clandestina, almeno cinque volte :ma il tutto lo ha fatto con inneffabile sicumera.
Per attuare questi principi basilari le azioni sono:
ATTACCO ALLA PERSONA
In base a quanto accennato sopra chi sta davanti ad un marxista non è un avversario, ma un nemico.
Pertanto attaccare le sue idee è tempo sprecato ed è pericoloso.
E’ più semplice , nonché di facile comprensione, attaccarlo per quello che è (o si suppone che sia) e non per quello che dice.
Si vede chiaramente che Berlusconi è stato attaccato : per la sua statura, perché si è fatto un trapianto, perché ha portato la bandana , perché è ricco , e via discorrendo.
Papa Benedetto XIV è stato a sua volta subito attaccato perché ha militato nella Wehrmacht ( ben sapendo che a quel tempo chi non avesse portato le armi, anche se sacerdote, veniva fucilato e che l’amato Ratzinger militando nell’antiaerea è stato anche fortunato, poiché molti dei suoi coetanei avevano o avrebbero lasciato la pelle sul fronte russo) . Nessuno ha la forza intellettuale di attaccare il Papa per le sue idee.
E’ molto più facile schernirlo perché tedesco.
E ancora :i leghisti vanno sempre definiti “ignoranti”!
Poiché il voto alla Lega è sempre stato un voto popolare, la sinistra non ammette che vi siano altri difensori del popolo al difuori di loro.
Come si possono quindi attaccare i leghisti nella persona?
Ecco quindi la definizione di “ignoranti” , anche se molti dei leghisti hanno livelli culturali nettamente superiori ai ministri sinistri.
Altro assioma
Chi la pensa al contrario di come la pensa la sinistra o è un fascista o è un razzista
Quando la sinistra riteneva di portare dalla sua parte la Lega è arrivata a definirla “costola della sinistra”.
Vista la vanità degli sforzi è passata a definirla razzista !
Non basta!
Controllate le trasmissioni radio televisive. Vi accorgerete che è costante il sarcasmo nei confronti di tutta la CDL, con attacco alle persone.
VOCABOLARIO
E’ stato cambiato il significato di molte parole per poterle usare a proprio agio.
Alcuni esempi:
Razzismo
Sino a circa vent’anni fa la definizione data della parola “razzismo” era:
“ritenere che essendo una razza superiore ad un’altra la cosiddetta razza superiore aveva il diritto di prevalenza sull’altra”
Più avanti si vedrà in dettaglio il cambio dei significati.
Come è stato cambiato il significato ?
Semplicemente tacciando di razzismo tutti quelli che non “sopportano” a “sentimento” un qualunque gruppo di persone in qualsiasi modo caratterizzato .
Nei dibattiti avviene spesso, volutamente, un’inversione dei valori e dei significati che si può tradurre in un assiomino: chiamare seggiola il tavolo e tavolo la seggiola e dare del villano a chi si siede sul “tavolo”.
Due esempi tra i tanti possibili.
L’uso dell’aggettivo democratico viene usato non perché la realtà in oggetto corrisponda al significato della parola, ma semplicemente perché si contrabbanda la parola come “definizione” :è così perché è così.
Basti pensare che sono arrivati a scoprire il “cattolicesimo democratico” (ossia quello dei catto-comunisti)
Un altro termine abusato è la parola razzismo.
E’ interessante notare come in brevissimo volger di tempo i significati della parola sono stati piegati e distorti al servizio della logica marxista.
Diceva lo Zingarelli :
“Teoria che esalta le qualità superiori di una razza e afferma la necessità di conservarle pure da ogni commistione con altre razze, respingendo queste o tenendole in uno stato di inferiorità.”
Dice Garzanti
Razzismo 1.-convinzione che la supposta purezza della razza sia fattore determinante dello sviluppo di una secietà e quindi siano da evitare le mescolanze con altri popoli
2.-ogni tendenza che favorisca o determini discriminazioni sociali
Appare evidente lo scivolamento da un criterio di discriminazione elitaria ad un criterio che tende ad impedire perfino la constatazione delle differenze.
Se io affermo che se dovessi scegliere preferirei vedere circolare in casa mia dei filippini invece che degli arabi, faccio una scelta personale.
Non mi sogno di togliere agli arabi i loro diritti :voglio solo che non piantino le radici in casa mia.
Questo è considerato un atteggiamento razzista, mentre se dichiaro che i kenioti sono in genere ottimi fondisti, o i negri americani ottimi scattisti (e faccio con ciò una dichiarazione personale di valore) non succede niente.
Questo andazzo di mutare il significato di certe parole è stato forzato , sempre dai marxisti, anche nel linguaggio burocratico:
Cieco , sordo, handicappato : vocaboli che nella loro semplicità evidenziano la tragicità di quelle situazioni, vengono mascherati in “ non vedente” “non udente”, “diversamente abile” , quasi che l’evidenziare la triste realtà sia una colpa.
Percepito
Davanti all’incalzare dei numeri delle statistiche quando sono a loro contrarie hanno inventato un nuovo termine : realtà percepita , per mettere il dubbio che quanto l’opinione pubblica sostiene , non è reale , ma solo un’impressione.
Con l’introduzione dell’euro tutti hanno visto i loro guadagni praticamente dimezzati , al difuori dell’inflazione:
Ecco pronta la giustificazione : gli italiani hanno percepito uno svantaggio solo perché non si sono ancora abituati all’euro !
Abituati a che cosa ? Al fatto che mister Prodi abbia accettato il cambio di 1936,27 e sarebbe stato pronto ad accettare un cambio superiore ( di circa 1 a 3000) solo nella stupida , vana, speranza che l’Europa ci avrebbe pagato il debito pubblico.
TEORIA DEL RELATIVO
Il Papa Ratzinger, appena salito sul Soglio ha lanciato un giusto altolà alla filosofia relativista.
In che cosa consiste ?
Semplicissimo !
Se un sostiene che la terra è sferica ed un altro che la terra è cubica, le due argomentazioni sono equivalenti , per la teoria del “relativismo”.
E, pertanto sono affermazioni da discutere ponendole sullo stesso piano.
Appare quindi evidente che per i relativisti non vi è nulla di così chiaro ed evidente da doversi accettare a priori.
Ecco quindi che davanti ad una vostra argomentazione che ha un senso logico oppongano un’altra argomentazione magari assurda , ma che in quel momento fa comodo al marxista di turno,
Questo tranquillamente senza nessun pudore.
NEGARE SEMPRE
Un’altra delle caratteristiche operative dei marxisti è quella di negare l’evidenza.
Se l’avversario del marxista utilizza un suo titolo di studio per avvalorare la sua tesi
Il marxista ha pronta l’uscita : chi dice che lei sia laureato ?
Facendo il conto che nessuno va ad un dibattito con il certificato di laurea in tasca.
Se gli dovesse per disgrazia capitare di veder esibire il certificato di laurea , ha pronto il contrattacco : è falso !
E via all’infinito.
In realtà il risultato nei confronti degli ascoltatori il marxista lo ha gia ottenuto : accendere un dubbio sull’avversario-nemico e sulle sue argomentazioni.
NUMERI SBALLATI
La tattica di presentare numeri sballati è un gioco spesso utilizzato.
Mi è capitato , ascoltando una recente trasmissione “Otto e mezzo” in cui si discuteva sulla Legge della legittima difesa di sentire la Finocchiaro , per sostenere la tesi che il numero dei reati è proporzionale alle licenze di porto d’armi, di citare il caso del Texas che (secondo lei) ha un numero di reati maggiore del 40% rispetto ad un altro Stato confinante
Ha preso in contropiede gli avversari (Ferrara compreso) usando due fandonie micidiali.
La prima , citando una percentuale senza riferirla a nulla (ad esempio al numero degli abitanti)
La seconda, ancora più grave, che se fosse vera una simile affermazione sarebbero già stanziali in Texas FBI,Guardia Nazionale, Esercito, nel massimo spiegamento possibile.
Presi di contropiede glie l’hanno fatta fare franca !
Occorre invece stare attentissimi perché “loro” ci provano sempre ,giocando sulla distrazione o sul senso di lealtà altrui.
Altra frottola numerica :
I morti americani erano sempre superiori alla realtà, quello degli “amici” dei sinistri, sempre irrisorio.
IGNORARE LE OBBIEZIONI, proseguendo imperterriti a sviluppare lo schema faticosamente imparato.
Fateci caso; ogni marxista opportunamente inquadrato arriva ai dibattiti con ben chiaro lo schema di quello che deve dire.
Non si preoccupa minimamente di quello che diranno o obbietteranno gli altri ; lui reciterà la canzoncina mandata a mente.
Le obbiezioni che gli verranno rivolte , se sono state catalogate nella sua memoria con le corrispondenti risposte bene , darà quelle risposte.
Se le obbiezioni non sono state catalogate , le ignorerà bellamente.
Vi capiterà frequentemente , assistendo ai dibattiti, di sentire dentro di voi la vocina :”ma perché non risponde ?” .La spiegazione è semplice :”La domanda è fuori catalogo!
Esempio lumisoso (andatevi a rivedere le registrazioni) il comportamento di Prodi.
SOSTENERE IL CONTRARIO DELL’INTERLOCUTORE
A prescindere dalla logica !
Se dovessi promettere , in un dibattito pubblico di regalare un lingotto d’oro ad ogni cittadino , il mio interlocutore non si preoccuperà di verificare la possibilità materiale di un simile regalo.Troppo complicato !
Dirà semplicemente che tale regalo sarebbe un danno perchè “corromperebbe i costumi del popolo”.
SOSTENERE SEMPRE CHE LA SINISTRA E’ , PER DEFINIZIONE, PER IL PROGRESSO.
Tutti ( di destra o di sinistra che siano) desiderano migliorare.
Tuttavia non è detto che una qualsiasi idea porti ad un progresso, anzi!
Moltissime idee innovative, in tutti i campi, sono finite in catastrofi.
Non si vede perché una qualsiasi idea, solo perché nuova, debba costituire un progresso e non si vede pure il perché solo quelli di sinistra debbano avere il monopolio delle nuove idee.
IL GIOCO DELLA LOGICA
IL SISTEMA “TAGLIA E CUCI”
CONCLUSIONI
Vi sarete posti anzitutto una domanda :” Ma perché quelli di sinistra sono così coriacei?”
Credo di poter proporre una possibile risposta.
Di tutte le dottrine , anche le più sballate comparse sulla terra l’unica che in oltre quaranta applicazioni (40 Stati in cui il marxismo ha avuto potere di vita o di morte sui cittadini) non ne ha azzeccato mezza,distruggendo libertà ed economia.
Orbene ad un individuo che ha ciecamente creduto in tale filosofia , e giunto all’età di 50-60 anni constata il proprio fallimento totale , senza neanche una particella positiva avrebbe disponibile solo il suicidio.
Per evitare questa fine non rimane che stringere i denti , chiudere gli occhi e “credere, obbedire e combattere”.
Dopo questa doverosa premessa conclusiva come ci si deve comportare in un dibattito di fronte ad un marxista ?
Semplicissimo !
1.-Abbandonare totalmente la logica corrente cui siamo abituati.
Abbandonarla senza pudore e senza vergogna.
2.-Usare i suoi stessi schemi, cioè :
Attaccare sempre le persone , al limite della querela
Negare l’evidenza e non proeccuparsi di usare argomenti od esempi illogici :basta che servano al momento e non siano immediatamente controllabili!
Sparare statistiche a caso
Usare la sfrontata sicurezza dell’ignorante impunito
Battere con insistenza sui loro fallimenti storici anche se non c’entrano con l’argomento della discussione, ma che li fa innervosire e perdere il controllo.
E davanti alla solita loro scappatoia che il “socialismo reale è morto da tempo “ ribattere che se ciò è vero loro che cosa ci stanno ancora a fare a questo mondo ?
Un esemplare esempio di quanto sopra delineato è apparso evidente durante l’intervista fatta al Presidente del Consiglio, da Lucia Annunziata.
Tutte le regole marxiste sono state rispettate :
attacco esclusivo alla persona
scambio dei significati
baro sui numeri
e così via sino all’ignorare platealmente le obbiezioni dell’intervistato.
L’aspetto comico –patetico dell’atteggiamento dell’Annunziata è emerso quando Berlusconi ha dichiarato che a quelle condizioni di dibattito se ne sarebbe andato.
Poiché con tale atteggiamento è stato scardinato il piano annunziatesco la povera Lucia ha infilato una gaffe dietro l’altra dicendo “ a casa mia le regole le detto io” , “lei non può andare via perché non è previsto” ed ha perfino lanciato (udite, udite ) “l’etica giornalistica”.
Ma la cosa più bella, almeno ai miei occhi , è stato lo sguardo di Lucia, vagante tra lo smarrito ed il corrucciato.
PREMESSA
Logica delle probabilità e delle definizioni
In qualunque situazione dialettica regna ,o dovrebbe regnare , la logica.
Tuttavia anche una mancanza di logica è una sorta di logica, magari scorretta o strampalata , ma pur sempre logica.
La struttura di un qualsivoglia ragionamento parte da certe premesse e, attraverso uno o più argomenti si giunge ad una conclusione.
Premesse e argomenti possono essere forti o deboli a seconda che siano sostenuti più o meno da dati statisticamente validi.
Se le premesse sono false le conclusioni saranno sicuramente false.
Se gli argomenti sono pertinenti e validi le conclusioni potranno essere considerate valide diversamente saranno false anche se le premesse fossero vere.
Ci sono fondamentalmente due modi per criticare un ragionamento :
*contestare le premesse dimostrando che almeno una è falsa, o così debole statisticamente da non essere sostenibile.
*contestare il ragionamento mostrando che le premesse non offrono una buona ragione a favore della conclusione o che la premessa contiene in se già la conclusione.
*contestare la non pertinenza degli argomenti
Qualche esempio
Se io affermo : quando c’è piena luce naturale è giorno, dichiaro una premessa valida al 100%
Se io affermo :quando c’è luce naturale è giorno , dichiaro una premessa valida solo al 50% in quanto potrebbe esserci, come luce naturale quella della luna e delle stelle.
Se io affermo: quando c’è luce naturale , allora piove , il ragionamento è falso perché l’argomento non è pertinente.
INTRODUZIONE
Avrete senz’altro assistito a più di un dibattito cui abbiano partecipato esponenti della sinistra.
A parte il fatto di averne ricavato una noia mortale , vi sarete sicuramente accorti che le tesi sinistre ricalcano sempre lo stesso, monotono schema.
Vale la pena di analizzare questo schema ( e le sue origini) perché adottare nei confronti di tali personaggi gli schemi logici comuni a tutta l’umanità, si esce quasi sempre perdenti, indipendentemente dal bontà della tesi sostenuta.
Perché si verifica questo fatto ?
Semplicemente perché lo schema di dibattito adottato dai sinistri è stato accuratamente studiato e mandato pressocchè a memoria dagli utenti.
Tale schema, oltretutto, prescinde in modo assoluto dalla cultura dell’utente.
Un qualsivoglia buzzurro che lo adotti ha parecchie carte vincenti in mano anche se chi lo contrasta è colto ed intelligente.
Sono le carte di cui dispone un qualsiasi catafratto mentale che non si vergogna delle c….te che dice.
Vediamo anzitutto un po’ di storia.
A marxismo imperante in unione sovietica si è presentato, ai reggitori della cosa pubblica, il seguente problema : come presentare alla massa degli ascoltatori una plateale menzogna in modo che alla suddetta massa appaia come sacrosanta verità?
Questa esigenza ha sollecitato brillanti cervelli universitari (dediti anima e cuore al marxismo) a studiare psicologia delle masse ed un modo totalmente nuovo di fare comunicazione.
I risultati di questi studi sono stati applicati con circa venti anni di anticipo su quanto attuato nel mondo civile e se ne sono visti ( e se ne vedono ancora) i frutti.
Alla base di questo tipo di ricerche motivazionali stanno alcuni assunti fondamentali.
1.- Chi mi sta davanti non è una semplice controparte, ma un nemico, e come tale va combattuto, con ogni mezzo, lecito o meno.
Non vanno contrastate le sue tesi, ma va distrutto lui, lui solo.
2.- Non si deve mai,comunque ,cercare di contrastare le tesi dell’avversario, poiché se si segue la sua logica si può venire battuti dalla sua cultura o dalla bontà e validità delle sue tesi.
POCHE IDEE, MA CHIARE
Poiché i marxisti hanno individuato di poter contare su una massa di adepti di livello culturale ed intellettivo medio basso, hanno adottato principi applicativi di una semplicità assoluta : poche idee, ma chiare che si esprimano in slogans sui quali non si deve ragionare ,ma solo ricordarli a memoria.
Sono assiomi indiscutibili sui quali se si dovesse esprimere anche un minimo dubbio, crollerebbe l’intero castello ideologico., e, cosa fondamentale, occorre abituarsi, attraverso un allenamento pluriennale a non sentire più la vocina interna che dice : “guarda che questo che stai per dire non sta in piedi nenche con un puntello !”
1.- Lo Stato avanti tutto.
La base fondamentale è quella dello stato etico (che caratterizza tutte le dittature).
Senza lo Stato non può esistere nulla e per la totale sicurezza dello Stato si deve fare qualunque cosa.
Ecco perché la sinistra non vuole i cittadini armati che autonomamente reagiscano ai soprusi : potrebbero un giorno reagire ai soprusi dello Stato !
2.-Le persone non contano niente.
Le persone hanno ragione di esistere solamente perché esiste lo Stato. Il fatto che qualche cittadino muoia perché lo Stato non può o non lo vuole proteggere adeguatamente è di scarsa rilevanza ; è un fatto fisiologico.
La cosa fondamentale è che lo Stato abbia ben salde in mano le redini del potere per cui soprusi fisici o burocratici fatti a danno dei cittadini, hanno scarsa rilevanza.
3.-Difendere sempre gli scarti.
Il fatto che se una minoranza dei cittadini evidenzia certe volontà e certi comportamenti non consoni e dannosi alla volontà della maggioranza o si adegua o risulta “non conforme” e quindi subisce corrispondenti punizioni previste dalle Leggi o, comunque perde alcuni diritti , ciò non costituisce se non un incentivo a dare istantaneamente totale ragione ai “fuori norma”, prescindendo da una qualsivoglia considerazione sul merito.
Questo atteggiamente ha come unico e solo scopo di procurarsi dei voti e, soprattutto, far sì che i componenti della minoranza trasformino mentalmente i propri desideri in diritti conculcati
Che poi , una volta assunto il potere si debbano esaudire i desideri di questa minoranza è un altro discorso , tanto è sempre disponibile , per non farlo, la ragione di Stato.
4.- Una menzogna ripetuta cento volte diventa verità.
Tecnica usata spessissimo e nei più disparati campi.
Il fatto che il mondo occidentale abbia sviluppato a suo tempo particolari caccia bombardieri atti a contrastare efficacemente i carri armati russi è stato subito e ripetutamente descritto come un attentato alla pace.
Il fatto che il muro di Berlino sia stato eretto per impedire la fuga di cittadini stanchi dell’oppressione comunista è stato fatto apparire come uno scudo contro l’invasione americana.
E in Italia ?
La Legge relativa al conferimento di un premio di maggioranza (oggi ampiamente accettato dalla sinistra) è stata presentata e fatta percepire come “Legge truffa “,salvo poi avvalersene e sostenerla.
E via discorrendo.
Recente esempio:Veltroni, nello spazio di una settimana, si è contraddetto, relativamente all’immigrazione clandestina, almeno cinque volte :ma il tutto lo ha fatto con inneffabile sicumera.
Per attuare questi principi basilari le azioni sono:
ATTACCO ALLA PERSONA
In base a quanto accennato sopra chi sta davanti ad un marxista non è un avversario, ma un nemico.
Pertanto attaccare le sue idee è tempo sprecato ed è pericoloso.
E’ più semplice , nonché di facile comprensione, attaccarlo per quello che è (o si suppone che sia) e non per quello che dice.
Si vede chiaramente che Berlusconi è stato attaccato : per la sua statura, perché si è fatto un trapianto, perché ha portato la bandana , perché è ricco , e via discorrendo.
Papa Benedetto XIV è stato a sua volta subito attaccato perché ha militato nella Wehrmacht ( ben sapendo che a quel tempo chi non avesse portato le armi, anche se sacerdote, veniva fucilato e che l’amato Ratzinger militando nell’antiaerea è stato anche fortunato, poiché molti dei suoi coetanei avevano o avrebbero lasciato la pelle sul fronte russo) . Nessuno ha la forza intellettuale di attaccare il Papa per le sue idee.
E’ molto più facile schernirlo perché tedesco.
E ancora :i leghisti vanno sempre definiti “ignoranti”!
Poiché il voto alla Lega è sempre stato un voto popolare, la sinistra non ammette che vi siano altri difensori del popolo al difuori di loro.
Come si possono quindi attaccare i leghisti nella persona?
Ecco quindi la definizione di “ignoranti” , anche se molti dei leghisti hanno livelli culturali nettamente superiori ai ministri sinistri.
Altro assioma
Chi la pensa al contrario di come la pensa la sinistra o è un fascista o è un razzista
Quando la sinistra riteneva di portare dalla sua parte la Lega è arrivata a definirla “costola della sinistra”.
Vista la vanità degli sforzi è passata a definirla razzista !
Non basta!
Controllate le trasmissioni radio televisive. Vi accorgerete che è costante il sarcasmo nei confronti di tutta la CDL, con attacco alle persone.
VOCABOLARIO
E’ stato cambiato il significato di molte parole per poterle usare a proprio agio.
Alcuni esempi:
Razzismo
Sino a circa vent’anni fa la definizione data della parola “razzismo” era:
“ritenere che essendo una razza superiore ad un’altra la cosiddetta razza superiore aveva il diritto di prevalenza sull’altra”
Più avanti si vedrà in dettaglio il cambio dei significati.
Come è stato cambiato il significato ?
Semplicemente tacciando di razzismo tutti quelli che non “sopportano” a “sentimento” un qualunque gruppo di persone in qualsiasi modo caratterizzato .
Nei dibattiti avviene spesso, volutamente, un’inversione dei valori e dei significati che si può tradurre in un assiomino: chiamare seggiola il tavolo e tavolo la seggiola e dare del villano a chi si siede sul “tavolo”.
Due esempi tra i tanti possibili.
L’uso dell’aggettivo democratico viene usato non perché la realtà in oggetto corrisponda al significato della parola, ma semplicemente perché si contrabbanda la parola come “definizione” :è così perché è così.
Basti pensare che sono arrivati a scoprire il “cattolicesimo democratico” (ossia quello dei catto-comunisti)
Un altro termine abusato è la parola razzismo.
E’ interessante notare come in brevissimo volger di tempo i significati della parola sono stati piegati e distorti al servizio della logica marxista.
Diceva lo Zingarelli :
“Teoria che esalta le qualità superiori di una razza e afferma la necessità di conservarle pure da ogni commistione con altre razze, respingendo queste o tenendole in uno stato di inferiorità.”
Dice Garzanti
Razzismo 1.-convinzione che la supposta purezza della razza sia fattore determinante dello sviluppo di una secietà e quindi siano da evitare le mescolanze con altri popoli
2.-ogni tendenza che favorisca o determini discriminazioni sociali
Appare evidente lo scivolamento da un criterio di discriminazione elitaria ad un criterio che tende ad impedire perfino la constatazione delle differenze.
Se io affermo che se dovessi scegliere preferirei vedere circolare in casa mia dei filippini invece che degli arabi, faccio una scelta personale.
Non mi sogno di togliere agli arabi i loro diritti :voglio solo che non piantino le radici in casa mia.
Questo è considerato un atteggiamento razzista, mentre se dichiaro che i kenioti sono in genere ottimi fondisti, o i negri americani ottimi scattisti (e faccio con ciò una dichiarazione personale di valore) non succede niente.
Questo andazzo di mutare il significato di certe parole è stato forzato , sempre dai marxisti, anche nel linguaggio burocratico:
Cieco , sordo, handicappato : vocaboli che nella loro semplicità evidenziano la tragicità di quelle situazioni, vengono mascherati in “ non vedente” “non udente”, “diversamente abile” , quasi che l’evidenziare la triste realtà sia una colpa.
Percepito
Davanti all’incalzare dei numeri delle statistiche quando sono a loro contrarie hanno inventato un nuovo termine : realtà percepita , per mettere il dubbio che quanto l’opinione pubblica sostiene , non è reale , ma solo un’impressione.
Con l’introduzione dell’euro tutti hanno visto i loro guadagni praticamente dimezzati , al difuori dell’inflazione:
Ecco pronta la giustificazione : gli italiani hanno percepito uno svantaggio solo perché non si sono ancora abituati all’euro !
Abituati a che cosa ? Al fatto che mister Prodi abbia accettato il cambio di 1936,27 e sarebbe stato pronto ad accettare un cambio superiore ( di circa 1 a 3000) solo nella stupida , vana, speranza che l’Europa ci avrebbe pagato il debito pubblico.
TEORIA DEL RELATIVO
Il Papa Ratzinger, appena salito sul Soglio ha lanciato un giusto altolà alla filosofia relativista.
In che cosa consiste ?
Semplicissimo !
Se un sostiene che la terra è sferica ed un altro che la terra è cubica, le due argomentazioni sono equivalenti , per la teoria del “relativismo”.
E, pertanto sono affermazioni da discutere ponendole sullo stesso piano.
Appare quindi evidente che per i relativisti non vi è nulla di così chiaro ed evidente da doversi accettare a priori.
Ecco quindi che davanti ad una vostra argomentazione che ha un senso logico oppongano un’altra argomentazione magari assurda , ma che in quel momento fa comodo al marxista di turno,
Questo tranquillamente senza nessun pudore.
NEGARE SEMPRE
Un’altra delle caratteristiche operative dei marxisti è quella di negare l’evidenza.
Se l’avversario del marxista utilizza un suo titolo di studio per avvalorare la sua tesi
Il marxista ha pronta l’uscita : chi dice che lei sia laureato ?
Facendo il conto che nessuno va ad un dibattito con il certificato di laurea in tasca.
Se gli dovesse per disgrazia capitare di veder esibire il certificato di laurea , ha pronto il contrattacco : è falso !
E via all’infinito.
In realtà il risultato nei confronti degli ascoltatori il marxista lo ha gia ottenuto : accendere un dubbio sull’avversario-nemico e sulle sue argomentazioni.
NUMERI SBALLATI
La tattica di presentare numeri sballati è un gioco spesso utilizzato.
Mi è capitato , ascoltando una recente trasmissione “Otto e mezzo” in cui si discuteva sulla Legge della legittima difesa di sentire la Finocchiaro , per sostenere la tesi che il numero dei reati è proporzionale alle licenze di porto d’armi, di citare il caso del Texas che (secondo lei) ha un numero di reati maggiore del 40% rispetto ad un altro Stato confinante
Ha preso in contropiede gli avversari (Ferrara compreso) usando due fandonie micidiali.
La prima , citando una percentuale senza riferirla a nulla (ad esempio al numero degli abitanti)
La seconda, ancora più grave, che se fosse vera una simile affermazione sarebbero già stanziali in Texas FBI,Guardia Nazionale, Esercito, nel massimo spiegamento possibile.
Presi di contropiede glie l’hanno fatta fare franca !
Occorre invece stare attentissimi perché “loro” ci provano sempre ,giocando sulla distrazione o sul senso di lealtà altrui.
Altra frottola numerica :
I morti americani erano sempre superiori alla realtà, quello degli “amici” dei sinistri, sempre irrisorio.
IGNORARE LE OBBIEZIONI, proseguendo imperterriti a sviluppare lo schema faticosamente imparato.
Fateci caso; ogni marxista opportunamente inquadrato arriva ai dibattiti con ben chiaro lo schema di quello che deve dire.
Non si preoccupa minimamente di quello che diranno o obbietteranno gli altri ; lui reciterà la canzoncina mandata a mente.
Le obbiezioni che gli verranno rivolte , se sono state catalogate nella sua memoria con le corrispondenti risposte bene , darà quelle risposte.
Se le obbiezioni non sono state catalogate , le ignorerà bellamente.
Vi capiterà frequentemente , assistendo ai dibattiti, di sentire dentro di voi la vocina :”ma perché non risponde ?” .La spiegazione è semplice :”La domanda è fuori catalogo!
Esempio lumisoso (andatevi a rivedere le registrazioni) il comportamento di Prodi.
SOSTENERE IL CONTRARIO DELL’INTERLOCUTORE
A prescindere dalla logica !
Se dovessi promettere , in un dibattito pubblico di regalare un lingotto d’oro ad ogni cittadino , il mio interlocutore non si preoccuperà di verificare la possibilità materiale di un simile regalo.Troppo complicato !
Dirà semplicemente che tale regalo sarebbe un danno perchè “corromperebbe i costumi del popolo”.
SOSTENERE SEMPRE CHE LA SINISTRA E’ , PER DEFINIZIONE, PER IL PROGRESSO.
Tutti ( di destra o di sinistra che siano) desiderano migliorare.
Tuttavia non è detto che una qualsiasi idea porti ad un progresso, anzi!
Moltissime idee innovative, in tutti i campi, sono finite in catastrofi.
Non si vede perché una qualsiasi idea, solo perché nuova, debba costituire un progresso e non si vede pure il perché solo quelli di sinistra debbano avere il monopolio delle nuove idee.
IL GIOCO DELLA LOGICA
IL SISTEMA “TAGLIA E CUCI”
CONCLUSIONI
Vi sarete posti anzitutto una domanda :” Ma perché quelli di sinistra sono così coriacei?”
Credo di poter proporre una possibile risposta.
Di tutte le dottrine , anche le più sballate comparse sulla terra l’unica che in oltre quaranta applicazioni (40 Stati in cui il marxismo ha avuto potere di vita o di morte sui cittadini) non ne ha azzeccato mezza,distruggendo libertà ed economia.
Orbene ad un individuo che ha ciecamente creduto in tale filosofia , e giunto all’età di 50-60 anni constata il proprio fallimento totale , senza neanche una particella positiva avrebbe disponibile solo il suicidio.
Per evitare questa fine non rimane che stringere i denti , chiudere gli occhi e “credere, obbedire e combattere”.
Dopo questa doverosa premessa conclusiva come ci si deve comportare in un dibattito di fronte ad un marxista ?
Semplicissimo !
1.-Abbandonare totalmente la logica corrente cui siamo abituati.
Abbandonarla senza pudore e senza vergogna.
2.-Usare i suoi stessi schemi, cioè :
Attaccare sempre le persone , al limite della querela
Negare l’evidenza e non proeccuparsi di usare argomenti od esempi illogici :basta che servano al momento e non siano immediatamente controllabili!
Sparare statistiche a caso
Usare la sfrontata sicurezza dell’ignorante impunito
Battere con insistenza sui loro fallimenti storici anche se non c’entrano con l’argomento della discussione, ma che li fa innervosire e perdere il controllo.
E davanti alla solita loro scappatoia che il “socialismo reale è morto da tempo “ ribattere che se ciò è vero loro che cosa ci stanno ancora a fare a questo mondo ?
Un esemplare esempio di quanto sopra delineato è apparso evidente durante l’intervista fatta al Presidente del Consiglio, da Lucia Annunziata.
Tutte le regole marxiste sono state rispettate :
attacco esclusivo alla persona
scambio dei significati
baro sui numeri
e così via sino all’ignorare platealmente le obbiezioni dell’intervistato.
L’aspetto comico –patetico dell’atteggiamento dell’Annunziata è emerso quando Berlusconi ha dichiarato che a quelle condizioni di dibattito se ne sarebbe andato.
Poiché con tale atteggiamento è stato scardinato il piano annunziatesco la povera Lucia ha infilato una gaffe dietro l’altra dicendo “ a casa mia le regole le detto io” , “lei non può andare via perché non è previsto” ed ha perfino lanciato (udite, udite ) “l’etica giornalistica”.
Ma la cosa più bella, almeno ai miei occhi , è stato lo sguardo di Lucia, vagante tra lo smarrito ed il corrucciato.
RICERCA TECNOLOGICA
Il problema dello sviluppo tecnologico
Viene spesso da domandarsi il perché la situazione italiana, sotto l’aspetto dello sviluppo tecnologico (e quindi dello sviluppo delle industrie) desta non poche preoccupazioni.
L’analisi è relativamente semplice , anche se le soluzioni non lo sono altrettanto.
L’Italia, per una serie di iniziative politiche folli ( a dir poco) ha perso , forse irreparabilmente , interi settori.
Ha perso il settore della chimica fine, ed in particolare quella farmaceutica, mirando scioccamente ( dato che non possedevamo il petrolio) a quella di base , peraltro totalmente naufragata.
Vano è il discorso di addossare la colpa alle multinazionali americane , in quanto alcune notissime ditte svizzere, poche , ma di rilevanza internazionale in quanto rientrano nel novero delle multinazionali, dettano legge sul mercato.
Ha perso il settore energetico.
Su tale settore vale la pena di soffermarsi . Per una serie di fortunate circostanze, non facili da spiegare, l’Italia, nel settore nucleare eccelleva dall’estremo nord, all’estremo sud, sia in campo teorico (scuola fisica di Roma , da cui sono usciti Fermi, e tanti altri) che in campo ingegneristico (molta parte degli impianti attualmente ancora e regolarmente funzionanti all’estero sono stati progettati e costruiti in Padania).
A Cernobil, impianto decotto anche tecnicamente, come gran parte degli impianti nucleari e non posti in URSS, hanno voluto effettuare alcuni esperimenti per incarico dei militari.
Per sviluppare questi esperimenti sono stati volutamente esclusi tutti i dispositivi automatici di sicurezza. Rimaneva soltanto un dispositivo ad intervento manuale. Al momento cruciale i tecnici addetti hanno perso la testa e non sono intervenuti in tempo.
Il disastro che ne è seguito è noto a tutti, ma l’unico Stato che attraverso una campagna di terrorismo psicologico finanziata abbondantemente da diversi petrolieri e grazie ad un referendum fasullo (maggioranza dei no ottenuta ben al disotto del quorum) ha fermato tutto, completando il disastro con la costosa sceneggiata della trasformazione (mai compiuta) della centrale di Montalto di Castro su cui hanno “mangiato” cani e porci.
Naturalmente con la carenza di alternative energetiche i prezzi che ci vengono richiesti per il gas sono decisamente superiori alla media.
Interi settori di produzione sono stati cancellati (settore dell’alluminio, delle ferroleghe, ed altri) a causa degli eccessivi costi energetici.
Non è certamente infondata la stima che questa “scoperta verde” sia costata alla collettività, oltre ai maggiori costi continui di energia, la perdita di non meno di tre-quattrocentomila posti di lavoro qualificati.
Ha perso il settore informatico, dove una ditta , eccellente su scala mondiale (Olivetti) è stata scassata a morte dall’intrusione di managers “politici”.
Ricordiamo, a titolo di esempio, che uno dei primi megacomputers è stato prodotto a Ivrea (l’ELEA) e forse la prima memoria a disco ad accesso casuale ( la MINA) .
Ha perso il settore automobilistico dove aziende come la Lancia, qualitativamente concorrente di Mercedes e l’Alfa Romeo, qualitativamente concorrente di BMW sono state fatte assorbire da Fiat con la fine che tutti conosciamo.
Qui non vogliamo attribuire le colpe agli imprenditori , più di quante glie ne competano, ma ai politici che hanno permesso lo sviluppo di un’azienda iperprotetta e intisichita alla morte da tale protezione.
Quali sono i settori che ci rimangono ?
L’agricoltura? Dopo le continue martellate che ci vengono inferite da “Europa, Europa”, sarà grasso che cola se sopravviverà.
Il settore delle macchine utensili è una delle poche fiammelle che rimangono (terzo posto mondiale).
Il turismo? In generale caro e male organizzato ! Tuttavia non crederanno i sapientoni ( anche procedendo finalmente ad organizzarsi) che una nazione di sessanta milioni di abitanti possa campare gestendo solo ristoranti ed alberghi?
Che cosa è possibile fare per fermare tale incipiente disastro?
La soluzione è unica : sviluppare la ricerca.
Occorre tuttavia non permettere uno sviluppo di ricerca incontrollata, ma occorre uno sviluppo pianificato, tenendo conto che il male endemico italico è quello “di cercare di prendere soldi facendo niente”..
Ciò significa che la collettività deve stabilire a priori una serie di filiere di sviluppo e finanziare le ricerche prevalentemente in quelle direzioni, controllando il tutto con grande rigore.
Questa dichiarazione farà arricciare il naso a molti fautori della libera ricerca, ma ahimè non vi sono altre possibilità.
Vale tuttavia la pena di approfondire un po’ il problema.
La ricerca va divisa anzitutto in due rami : Ricerca di base e Ricerca applicata.
Ricerca di base
E’ la parte più teorica per la quale non è possibile fare previsioni sui risultati e sulla futura utilizzazione.
Per questo settore ogni Stato che si rispetti deve stanziare determinati fondi , controllando solo che chi ricerca non bari al gioco solo per avere finanziamenti , ricercando “acqua calda” come purtroppo spesso avviene in Italia.
Ricerca applicata
La ricerca applicata è quella per la quale sono chiaramente visibili gli obbiettivi applicativi.
Con tale tipo di ricerca è possibile effettuare preventivi in termini di tempi e costi, con una affidabilità statistica accettabile.
Affidabilità statistica accettabile significa poter prevedere le percentuali di successi e di insuccessi con buona approssimazione.
Per quanto si è detto più sopra occorrerebbe fare un piano nazionale per definire le filiere di ricerche applicate.
A titolo esemplificativo e non esaustivo le filiere di maggior interesse potrebbero essere :
- la filiera della geotermia che prevede lo sfruttamento delle rocce calde situate a grande profondità di cui l’Italia dispone in abbondanza.
Nazioni a noi vicine, come la Svizzera, l’Austria, la Francia e la Germania, stanno lavorando a tutta forza in questo settore, mentre da noi, invece , assolutamente zero ! Per quanto riguarda perforazioni profonde è bene sapere che l’Italia (ENI) sta abbandonando perfino le ricerche petrolifere.
- la filiera delle nuove tecnologie nucleari a sicurezza intrinseca , dato che, con la buona pace degli ambientalisti , non è pensabile di sopperire al fabbisogno energetico con le sole fonti rinnovabili.
Basti pensare che qualora si coprisse totalmente l’Italia con un tetto completo di pannelli solari si riuscirebbe a coprire circa la metà del fabbisogno energetico.
D’altra parte la strombazzata scoperta dell’idrogeno , che sta illudendo quasi tutti, dimentica volutamente che, allo stato attuale delle conoscenze, si richiede molto più energia ( nonché inquinamento) a produrre idrogeno di quanto se ne ricavi bruciandolo.
- la filiera delle ceramiche industriali quali sono quelle utilizzate nel campo dell’elettronica e nel campo delle strutture a bassissima dilatazione termica.
Siamo molto bravi a produrre ceramiche artistiche e piastrelle per bagno, ma nel campo industriale stiamo aspettando i soliti giapponesi.
- la filiera del software applicativo, ricco di possibilità specialmente nel settore del telecontrollo e della tele assistenza.
- la filiera aeronautica , relativa ad aerei di piccole e piccolissime dimensioni, nonché ad elicotteri per scopi specifici, dove abbiamo una tradizione affermata, anche se poco supportata.
Meglio finanziare la massa dei film inutili e che nessuno vorrà mai vedere, piuttosto che supportare , anche solo politicamente in campo internazionale il nostro settore aeronautico!
ed in fine, ma non ultima
- la filiera delle macchine operatrici, ricca già ora di grandi successi, anche questa poco e malamente supportata all’estero.
Considerazione finale.
L’Italia possiede un esercito così scassato (nel senso di poco e male armato) da non poter essere paragonato , neanche lontanamente, ad un qualunque degli eserciti occidentali, questo a causa di continui insufficienti stanziamenti.
L’Italia stanzia per la ricerca meno della metà , in percentuale, delle nazioni occidentali serie.
L’Italia ha carenze di stanziamento in altri settori vitali come l’agricoltura, la sanità ed altri.
Non sarà per caso dovuto al fatto che con quei soldi viene mantenuta una pletora di dipendenti pubblici che stanno al loro posto solo per rendere più costosa e complicata la vita agli altri cittadini che lavorano?
Viene spesso da domandarsi il perché la situazione italiana, sotto l’aspetto dello sviluppo tecnologico (e quindi dello sviluppo delle industrie) desta non poche preoccupazioni.
L’analisi è relativamente semplice , anche se le soluzioni non lo sono altrettanto.
L’Italia, per una serie di iniziative politiche folli ( a dir poco) ha perso , forse irreparabilmente , interi settori.
Ha perso il settore della chimica fine, ed in particolare quella farmaceutica, mirando scioccamente ( dato che non possedevamo il petrolio) a quella di base , peraltro totalmente naufragata.
Vano è il discorso di addossare la colpa alle multinazionali americane , in quanto alcune notissime ditte svizzere, poche , ma di rilevanza internazionale in quanto rientrano nel novero delle multinazionali, dettano legge sul mercato.
Ha perso il settore energetico.
Su tale settore vale la pena di soffermarsi . Per una serie di fortunate circostanze, non facili da spiegare, l’Italia, nel settore nucleare eccelleva dall’estremo nord, all’estremo sud, sia in campo teorico (scuola fisica di Roma , da cui sono usciti Fermi, e tanti altri) che in campo ingegneristico (molta parte degli impianti attualmente ancora e regolarmente funzionanti all’estero sono stati progettati e costruiti in Padania).
A Cernobil, impianto decotto anche tecnicamente, come gran parte degli impianti nucleari e non posti in URSS, hanno voluto effettuare alcuni esperimenti per incarico dei militari.
Per sviluppare questi esperimenti sono stati volutamente esclusi tutti i dispositivi automatici di sicurezza. Rimaneva soltanto un dispositivo ad intervento manuale. Al momento cruciale i tecnici addetti hanno perso la testa e non sono intervenuti in tempo.
Il disastro che ne è seguito è noto a tutti, ma l’unico Stato che attraverso una campagna di terrorismo psicologico finanziata abbondantemente da diversi petrolieri e grazie ad un referendum fasullo (maggioranza dei no ottenuta ben al disotto del quorum) ha fermato tutto, completando il disastro con la costosa sceneggiata della trasformazione (mai compiuta) della centrale di Montalto di Castro su cui hanno “mangiato” cani e porci.
Naturalmente con la carenza di alternative energetiche i prezzi che ci vengono richiesti per il gas sono decisamente superiori alla media.
Interi settori di produzione sono stati cancellati (settore dell’alluminio, delle ferroleghe, ed altri) a causa degli eccessivi costi energetici.
Non è certamente infondata la stima che questa “scoperta verde” sia costata alla collettività, oltre ai maggiori costi continui di energia, la perdita di non meno di tre-quattrocentomila posti di lavoro qualificati.
Ha perso il settore informatico, dove una ditta , eccellente su scala mondiale (Olivetti) è stata scassata a morte dall’intrusione di managers “politici”.
Ricordiamo, a titolo di esempio, che uno dei primi megacomputers è stato prodotto a Ivrea (l’ELEA) e forse la prima memoria a disco ad accesso casuale ( la MINA) .
Ha perso il settore automobilistico dove aziende come la Lancia, qualitativamente concorrente di Mercedes e l’Alfa Romeo, qualitativamente concorrente di BMW sono state fatte assorbire da Fiat con la fine che tutti conosciamo.
Qui non vogliamo attribuire le colpe agli imprenditori , più di quante glie ne competano, ma ai politici che hanno permesso lo sviluppo di un’azienda iperprotetta e intisichita alla morte da tale protezione.
Quali sono i settori che ci rimangono ?
L’agricoltura? Dopo le continue martellate che ci vengono inferite da “Europa, Europa”, sarà grasso che cola se sopravviverà.
Il settore delle macchine utensili è una delle poche fiammelle che rimangono (terzo posto mondiale).
Il turismo? In generale caro e male organizzato ! Tuttavia non crederanno i sapientoni ( anche procedendo finalmente ad organizzarsi) che una nazione di sessanta milioni di abitanti possa campare gestendo solo ristoranti ed alberghi?
Che cosa è possibile fare per fermare tale incipiente disastro?
La soluzione è unica : sviluppare la ricerca.
Occorre tuttavia non permettere uno sviluppo di ricerca incontrollata, ma occorre uno sviluppo pianificato, tenendo conto che il male endemico italico è quello “di cercare di prendere soldi facendo niente”..
Ciò significa che la collettività deve stabilire a priori una serie di filiere di sviluppo e finanziare le ricerche prevalentemente in quelle direzioni, controllando il tutto con grande rigore.
Questa dichiarazione farà arricciare il naso a molti fautori della libera ricerca, ma ahimè non vi sono altre possibilità.
Vale tuttavia la pena di approfondire un po’ il problema.
La ricerca va divisa anzitutto in due rami : Ricerca di base e Ricerca applicata.
Ricerca di base
E’ la parte più teorica per la quale non è possibile fare previsioni sui risultati e sulla futura utilizzazione.
Per questo settore ogni Stato che si rispetti deve stanziare determinati fondi , controllando solo che chi ricerca non bari al gioco solo per avere finanziamenti , ricercando “acqua calda” come purtroppo spesso avviene in Italia.
Ricerca applicata
La ricerca applicata è quella per la quale sono chiaramente visibili gli obbiettivi applicativi.
Con tale tipo di ricerca è possibile effettuare preventivi in termini di tempi e costi, con una affidabilità statistica accettabile.
Affidabilità statistica accettabile significa poter prevedere le percentuali di successi e di insuccessi con buona approssimazione.
Per quanto si è detto più sopra occorrerebbe fare un piano nazionale per definire le filiere di ricerche applicate.
A titolo esemplificativo e non esaustivo le filiere di maggior interesse potrebbero essere :
- la filiera della geotermia che prevede lo sfruttamento delle rocce calde situate a grande profondità di cui l’Italia dispone in abbondanza.
Nazioni a noi vicine, come la Svizzera, l’Austria, la Francia e la Germania, stanno lavorando a tutta forza in questo settore, mentre da noi, invece , assolutamente zero ! Per quanto riguarda perforazioni profonde è bene sapere che l’Italia (ENI) sta abbandonando perfino le ricerche petrolifere.
- la filiera delle nuove tecnologie nucleari a sicurezza intrinseca , dato che, con la buona pace degli ambientalisti , non è pensabile di sopperire al fabbisogno energetico con le sole fonti rinnovabili.
Basti pensare che qualora si coprisse totalmente l’Italia con un tetto completo di pannelli solari si riuscirebbe a coprire circa la metà del fabbisogno energetico.
D’altra parte la strombazzata scoperta dell’idrogeno , che sta illudendo quasi tutti, dimentica volutamente che, allo stato attuale delle conoscenze, si richiede molto più energia ( nonché inquinamento) a produrre idrogeno di quanto se ne ricavi bruciandolo.
- la filiera delle ceramiche industriali quali sono quelle utilizzate nel campo dell’elettronica e nel campo delle strutture a bassissima dilatazione termica.
Siamo molto bravi a produrre ceramiche artistiche e piastrelle per bagno, ma nel campo industriale stiamo aspettando i soliti giapponesi.
- la filiera del software applicativo, ricco di possibilità specialmente nel settore del telecontrollo e della tele assistenza.
- la filiera aeronautica , relativa ad aerei di piccole e piccolissime dimensioni, nonché ad elicotteri per scopi specifici, dove abbiamo una tradizione affermata, anche se poco supportata.
Meglio finanziare la massa dei film inutili e che nessuno vorrà mai vedere, piuttosto che supportare , anche solo politicamente in campo internazionale il nostro settore aeronautico!
ed in fine, ma non ultima
- la filiera delle macchine operatrici, ricca già ora di grandi successi, anche questa poco e malamente supportata all’estero.
Considerazione finale.
L’Italia possiede un esercito così scassato (nel senso di poco e male armato) da non poter essere paragonato , neanche lontanamente, ad un qualunque degli eserciti occidentali, questo a causa di continui insufficienti stanziamenti.
L’Italia stanzia per la ricerca meno della metà , in percentuale, delle nazioni occidentali serie.
L’Italia ha carenze di stanziamento in altri settori vitali come l’agricoltura, la sanità ed altri.
Non sarà per caso dovuto al fatto che con quei soldi viene mantenuta una pletora di dipendenti pubblici che stanno al loro posto solo per rendere più costosa e complicata la vita agli altri cittadini che lavorano?
SISTEMA QUALITA'
SISTEMA QUALITA’ : REALTA’ O MODA ?
E’ discorso corrente, presso le industrie grandi e piccole quello relativo alla Qualità e alle ISO 9000.
Se ne parla talmente tanto che riteniamo opportuno fare un pacato punto della situazione.
Partiamo da alcuni elementi base.
Nel campo di prodotti (quali essi siano) non esiste, nel medio e nel lungo termine , il prodotto “scalcinato”, poiché viene inesorabilmente scartato dal mercato.
Esiste, per ogni prodotto, un rapporto prezzo/prestazioni che lo colloca in una ben precisa fascia di mercato.
Secondo elemento. Il miglioramento della qualità di un qualsiasi prodotto comporta un aumento dei costi.
Se possediamo un prodotto che appartiene ad una certa categoria prezzo/prestazioni e vogliamo migliorarne la qualità dobbiamo avere ben valutato in quale nuova fascia di mercato ci vogliamo collocare , poiché un errore porterebbe a costi eccessivi e, quindi, ad una reiezione dal mercato.
L’unico sforzo da fare costantemente è quello di migliorare la qualità interna operativa, volta a ridurre il numero degli scarti ed i relativi costi di sostituzione o di riparazione dei pezzi difettosi.
Terzo elemento.Si confonde quasi sempre il concetto di Qualità ( Qualità è la perfetta rispondenza a quanto promesso al cliente) con il concetto di Livello di Qualità (alta o bassa).
Teniamo presente che il concetto di qualità alta o bassa è una pura astrazione.
Si confonde infatti il concetto di “costo del prodotto” con “prestazioni”, come se facendo le mollette da stendere in oro invece che in plastica si potesse stendere meglio.
Anzi, a proposito delle mollette si è verificato il processo contrario, si è cioè passati dalle mollette in legno (più pregiate) alle mollette in plastica (meno pregiate) riducendone i costi a parità di funzioni.
Le normative ISO attualmente in uso non garantiscono in realtà nulla, garantiscono solamente che un’azienda “certificata” fa girare una certa quantità di carta, ma non garantisce il cliente sulla qualità del prodotto.
Potremmo citare, a tal proposito, infiniti esempi di aziende abbondantemente certificate, decisamente più disorganizzate di aziende non certificate e sulle quali aziende certificate potremmo tranquillamente , con una visita neanche troppo pignolesca, evidenziare lacune spaventose dal punto di vista qualitativo.
Di un qualità ideale, ben si intende, poiché queste aziende sul mercato, bene o male ci stavano e ci stanno.
Prima e dopo la certificazione.
Ed allora che succede?
Succede semplicemente che per moda e, soprattutto , perché se non si evidenzia il “papiro” della certificazione in certe aziende non si entra come fornitori, la maggior parte delle aziende mettono sia pure a malincuore la mano al portafoglio e si fanno certificare, ben conscie che nel loro ambito nella sostanza non cambierà nulla.
Si fanno certificare specialmente perché i responsabili degli uffici acquisti ,per non assumersi responsabilità valutative del subfornitore gli impongono di essere certificato togliendosi, formalmente, il peso della decisione.
Per quanto attiene gli enti pubblici e parapubblici la situazione è ancora più grave.
Gli Enti italiani di certificazione non hanno avuto nessun riconoscimento ufficiale da parte dello Stato , in termini di una Legge che sancisca la Certficazione.
Sono solamente riconosciuti come un qualsiasi onesto club sportivo.
Pertanto il fatto che un ente di stato del quale voglio diventare fornitore, mi imponga di essere certificato è lo stesso tipo di comportamento che se mi si imponesse di appartenere ad un qualsiasi club, ad esempio quello della pesca alla trota.
Se si dovesse inoltre verificare (cosa più volte accaduta anche in sede internazionale) che un’azienda dichiarata “brava “ da un ente di certificazione, brava non è, chi risponderebbe ? Nessuno!
Ci si domanderà allora a che serve tutto il marchingegno.
Serve a mantenere alcune centinaia di personaggi autoreferenzianti, così come avviene per moltissimi altri settori (vedasi ad esempio la revisione auto che non ha fatto diminuire per nulla il numero degli incidenti).
Durerà?
Pensiamo proprio di no.
Le aziende si vanno sempre più accorgendo che tutto il marchingegno è una macchinetta mangiasoldi e basta. Perciò se si vogliono tenere sempre appesi i quadretti posti all’ingresso dell’azienda che attestano l’avvenuta certificazione si deve continuamente cercare la strada di minor costo per ottenere e mantenere questi quadretti.
Data la penuria di aziende nuove da certificare e la concorrenza spietata della Gran Bretagna, scettica sin dall’inizio, ma affarista, i prezzi sono in continuo calo e così pure i vincoli che vengono imposti alle aziende.
Alla salute delle economie!
E’ discorso corrente, presso le industrie grandi e piccole quello relativo alla Qualità e alle ISO 9000.
Se ne parla talmente tanto che riteniamo opportuno fare un pacato punto della situazione.
Partiamo da alcuni elementi base.
Nel campo di prodotti (quali essi siano) non esiste, nel medio e nel lungo termine , il prodotto “scalcinato”, poiché viene inesorabilmente scartato dal mercato.
Esiste, per ogni prodotto, un rapporto prezzo/prestazioni che lo colloca in una ben precisa fascia di mercato.
Secondo elemento. Il miglioramento della qualità di un qualsiasi prodotto comporta un aumento dei costi.
Se possediamo un prodotto che appartiene ad una certa categoria prezzo/prestazioni e vogliamo migliorarne la qualità dobbiamo avere ben valutato in quale nuova fascia di mercato ci vogliamo collocare , poiché un errore porterebbe a costi eccessivi e, quindi, ad una reiezione dal mercato.
L’unico sforzo da fare costantemente è quello di migliorare la qualità interna operativa, volta a ridurre il numero degli scarti ed i relativi costi di sostituzione o di riparazione dei pezzi difettosi.
Terzo elemento.Si confonde quasi sempre il concetto di Qualità ( Qualità è la perfetta rispondenza a quanto promesso al cliente) con il concetto di Livello di Qualità (alta o bassa).
Teniamo presente che il concetto di qualità alta o bassa è una pura astrazione.
Si confonde infatti il concetto di “costo del prodotto” con “prestazioni”, come se facendo le mollette da stendere in oro invece che in plastica si potesse stendere meglio.
Anzi, a proposito delle mollette si è verificato il processo contrario, si è cioè passati dalle mollette in legno (più pregiate) alle mollette in plastica (meno pregiate) riducendone i costi a parità di funzioni.
Le normative ISO attualmente in uso non garantiscono in realtà nulla, garantiscono solamente che un’azienda “certificata” fa girare una certa quantità di carta, ma non garantisce il cliente sulla qualità del prodotto.
Potremmo citare, a tal proposito, infiniti esempi di aziende abbondantemente certificate, decisamente più disorganizzate di aziende non certificate e sulle quali aziende certificate potremmo tranquillamente , con una visita neanche troppo pignolesca, evidenziare lacune spaventose dal punto di vista qualitativo.
Di un qualità ideale, ben si intende, poiché queste aziende sul mercato, bene o male ci stavano e ci stanno.
Prima e dopo la certificazione.
Ed allora che succede?
Succede semplicemente che per moda e, soprattutto , perché se non si evidenzia il “papiro” della certificazione in certe aziende non si entra come fornitori, la maggior parte delle aziende mettono sia pure a malincuore la mano al portafoglio e si fanno certificare, ben conscie che nel loro ambito nella sostanza non cambierà nulla.
Si fanno certificare specialmente perché i responsabili degli uffici acquisti ,per non assumersi responsabilità valutative del subfornitore gli impongono di essere certificato togliendosi, formalmente, il peso della decisione.
Per quanto attiene gli enti pubblici e parapubblici la situazione è ancora più grave.
Gli Enti italiani di certificazione non hanno avuto nessun riconoscimento ufficiale da parte dello Stato , in termini di una Legge che sancisca la Certficazione.
Sono solamente riconosciuti come un qualsiasi onesto club sportivo.
Pertanto il fatto che un ente di stato del quale voglio diventare fornitore, mi imponga di essere certificato è lo stesso tipo di comportamento che se mi si imponesse di appartenere ad un qualsiasi club, ad esempio quello della pesca alla trota.
Se si dovesse inoltre verificare (cosa più volte accaduta anche in sede internazionale) che un’azienda dichiarata “brava “ da un ente di certificazione, brava non è, chi risponderebbe ? Nessuno!
Ci si domanderà allora a che serve tutto il marchingegno.
Serve a mantenere alcune centinaia di personaggi autoreferenzianti, così come avviene per moltissimi altri settori (vedasi ad esempio la revisione auto che non ha fatto diminuire per nulla il numero degli incidenti).
Durerà?
Pensiamo proprio di no.
Le aziende si vanno sempre più accorgendo che tutto il marchingegno è una macchinetta mangiasoldi e basta. Perciò se si vogliono tenere sempre appesi i quadretti posti all’ingresso dell’azienda che attestano l’avvenuta certificazione si deve continuamente cercare la strada di minor costo per ottenere e mantenere questi quadretti.
Data la penuria di aziende nuove da certificare e la concorrenza spietata della Gran Bretagna, scettica sin dall’inizio, ma affarista, i prezzi sono in continuo calo e così pure i vincoli che vengono imposti alle aziende.
Alla salute delle economie!
ENERGIA SOLARE
ENERGIA SOLARE
Il sole, quando c’è sputa sulla terra 1000 W/mq
In Italia sono quindi disponibile :
al Nord 1200 kwh/mq/anno
al Sud 1750 kwh/mq/anno
Le possibilità di utilizzo della suddetta energia sono:
1.-Solare termico
E’ costituito da una serie di pannelli entro i quali si fa circolare acqua o, nelle zone in cui d’inverno temperature scende sotto lo zero, glicol etilene.
Una famiglia di 4 persone consuma mediamente 100.000 litri/anno di acqua a 45° con una spesa di
circa € 691.85 /anno .
Vediamo due conti.
50.000 litri da scaldare da 15° a 45° = 1744.18 kwh x 0.17 = 296.51 euro + 50.000 litri da scaldare da 5 ° a 45° (in inverno) = 2325.58 kwh x 0.17 = 395.34 euro)
Poiché un impianto solare costa circa 3000 euro l’ammortamento avviene in circa 8 anni
50.000 da saldare da 10° a 45° , avendo 5° di contributo del solare = 2034.88 kwh x 0.17 =345.93 + 3000/8 = 375 euro di ammortamento del solare)
Avremo ancora un vantaggio pari a :
691.85 (costo del riscaldamento elettrico)-602.93 (costo del riscaldamento solare + elettrico) = 88.92 €.
Tutto ciò se l’utente provvede ad installare un unico serbatoio di acqua calda, con due serpentine : una proveniente dai pannelli ,la seconda proveniente dalla caldaia per l’impianto di riscaldamento, i pannelli in inverno, per quanto scaldino poco contribuiranno energeticamente a ridurre il consumo della caldaia. (abbiamo sopra supposto di contribuire per soli 5°)
Quindi questa è una soluzione conveniente anche senza ipotetici finanziamenti statali.
2.-Solare fotovoltaico
Un impianto FV per 3 KW di punta (ossia disponibili solo a mezzogiorno) costa 20.000 €, di cui per 5000 € incide il solo inverter.
Si dice che un impianto duri 20 anni
A prescindere dal fatto che oggi è raro che un elettrodomestico superi la durata di 5-6 anni, posto che la durata di 20 anni sia valida, dopo10 anni non solo rende il 20% in meno , ma si sarà sostituito almeno 1 inverter per cui il costo totale , compresa la manutenzione sale ad almeno 25.000 €
Le possibilità di finanziamento sono due:
A..- pagare l’impianto e farsi scontare il 55% in tasse
facciamo un semplice conteggio.
20.000 +5.000 = 25000 x 0.35 = 8750 : 10 anni 875 € anno
Se comperiamo l’energia , poichè una famiglia consuma circa 3000 kwh/anno spenderebbe x 0.17 510 €
Con una durata di 15 anni si avrebbero sempre 575 € di ammortamento, quindi sempre non conveniente
Tuttavia immaginiamo pure che tutto funzioni nella più ottimistica delle situazioni.
Dopo 20 anni avremo indietro i nostri 25.000 € che però, a causa dell’inesorabile inflazione saranno diventati circa 10.000 .
Bell’affare !
B.- vendere energia all’ENEL facendosela pagare 0.34 € al kwh
3000 x 0,34 x20 = 20400 € di incasso, contro i 25000 € spesi
3.-Solare termodinamico
Il solare termodinamico si avvale di specchi che orientano i raggi del sole verso un punto ben preciso, talchè l’energia di una vasta area viene concentrata i un punto.
In tal modo è possibile riscaldare un fluido vettore, costituito da oli o da sali fusi sino a circa 500°.
Si dispone così di una discreta quantità di energia atta a produrre vapore con il quale alimentare delle turbine.
Il rendimento risulta ahimè basso!
Il sistema richiede infatti vaste aree di terreno:
BAndasol I : 50MW area occupata : 2.000.000 mq ossia 25 W/mq
Nevada sola I : 64MW area occupata : 1.400.000 mq ossia 45 W/mq
A titolo di confronto ricordiamo che i pannelli FV rendono 100 W/mq
Il sole, quando c’è sputa sulla terra 1000 W/mq
In Italia sono quindi disponibile :
al Nord 1200 kwh/mq/anno
al Sud 1750 kwh/mq/anno
Le possibilità di utilizzo della suddetta energia sono:
1.-Solare termico
E’ costituito da una serie di pannelli entro i quali si fa circolare acqua o, nelle zone in cui d’inverno temperature scende sotto lo zero, glicol etilene.
Una famiglia di 4 persone consuma mediamente 100.000 litri/anno di acqua a 45° con una spesa di
circa € 691.85 /anno .
Vediamo due conti.
50.000 litri da scaldare da 15° a 45° = 1744.18 kwh x 0.17 = 296.51 euro + 50.000 litri da scaldare da 5 ° a 45° (in inverno) = 2325.58 kwh x 0.17 = 395.34 euro)
Poiché un impianto solare costa circa 3000 euro l’ammortamento avviene in circa 8 anni
50.000 da saldare da 10° a 45° , avendo 5° di contributo del solare = 2034.88 kwh x 0.17 =345.93 + 3000/8 = 375 euro di ammortamento del solare)
Avremo ancora un vantaggio pari a :
691.85 (costo del riscaldamento elettrico)-602.93 (costo del riscaldamento solare + elettrico) = 88.92 €.
Tutto ciò se l’utente provvede ad installare un unico serbatoio di acqua calda, con due serpentine : una proveniente dai pannelli ,la seconda proveniente dalla caldaia per l’impianto di riscaldamento, i pannelli in inverno, per quanto scaldino poco contribuiranno energeticamente a ridurre il consumo della caldaia. (abbiamo sopra supposto di contribuire per soli 5°)
Quindi questa è una soluzione conveniente anche senza ipotetici finanziamenti statali.
2.-Solare fotovoltaico
Un impianto FV per 3 KW di punta (ossia disponibili solo a mezzogiorno) costa 20.000 €, di cui per 5000 € incide il solo inverter.
Si dice che un impianto duri 20 anni
A prescindere dal fatto che oggi è raro che un elettrodomestico superi la durata di 5-6 anni, posto che la durata di 20 anni sia valida, dopo10 anni non solo rende il 20% in meno , ma si sarà sostituito almeno 1 inverter per cui il costo totale , compresa la manutenzione sale ad almeno 25.000 €
Le possibilità di finanziamento sono due:
A..- pagare l’impianto e farsi scontare il 55% in tasse
facciamo un semplice conteggio.
20.000 +5.000 = 25000 x 0.35 = 8750 : 10 anni 875 € anno
Se comperiamo l’energia , poichè una famiglia consuma circa 3000 kwh/anno spenderebbe x 0.17 510 €
Con una durata di 15 anni si avrebbero sempre 575 € di ammortamento, quindi sempre non conveniente
Tuttavia immaginiamo pure che tutto funzioni nella più ottimistica delle situazioni.
Dopo 20 anni avremo indietro i nostri 25.000 € che però, a causa dell’inesorabile inflazione saranno diventati circa 10.000 .
Bell’affare !
B.- vendere energia all’ENEL facendosela pagare 0.34 € al kwh
3000 x 0,34 x20 = 20400 € di incasso, contro i 25000 € spesi
3.-Solare termodinamico
Il solare termodinamico si avvale di specchi che orientano i raggi del sole verso un punto ben preciso, talchè l’energia di una vasta area viene concentrata i un punto.
In tal modo è possibile riscaldare un fluido vettore, costituito da oli o da sali fusi sino a circa 500°.
Si dispone così di una discreta quantità di energia atta a produrre vapore con il quale alimentare delle turbine.
Il rendimento risulta ahimè basso!
Il sistema richiede infatti vaste aree di terreno:
BAndasol I : 50MW area occupata : 2.000.000 mq ossia 25 W/mq
Nevada sola I : 64MW area occupata : 1.400.000 mq ossia 45 W/mq
A titolo di confronto ricordiamo che i pannelli FV rendono 100 W/mq
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