G8 e GLOBALIZZAZIONE
Riunione dei grandi per decidere dei destini economici mondiali !
Che cosa pensarne?
Premesso che siamo decisamente contrari agli “spaccatutto” anche perché abbiamo fieri dubbi che a loro importi qualcosa della globalizzazione e che , invece , rappresenti uno spunto per perseguire l’agognata “rivoluzione mondiale” idolo quasi secolare delle sinistre, riteniamo schierarci senza esitazione alcuna dalla parte dei contestatori pacifici e democratici.
I motivi ? Oltre a quelli noti vorremmo proporne un altro che riteniamo molto importante anche se poco noto.
Nel 1897 un certo Friedrich Ratzel, professore di geografia presso l’Università di Lipsia, delineò una teoria che identificava lo stato con un organismo biologico che , per sopravvivere, doveva espandersi.
Manco a farlo apposta il Ratzel considerò sin da allora ,come piu’ significativo l’esempio dello sviluppo degli Stati Uniti che viene ampiamente discusso ed illustrato, ma sul quale , per brevità , non ci soffermiamo.
Secondo la teoria di Ratzel il commercio e gli spostamenti di persone erano considerati validi elementi di penetrazione, seguiti dall’annessione degli stati piu’ piccoli, ma vicini e poi quelli piu’ distanti.
La teoria di Ratzel costituiva la base della “geografia politica” la quale è stata seguita, nel breve volgere di anni dalla “geopolitica” , teoria che si differenziava dalla prima soprattutto per il concetto di “fatalità”.
Una nazione collocata geograficamente in una certa posizione non poteva che dominare sulle altre.
Questo modo di pensare ha fortemente contribuito a spingere le Potenze Centrali a scatenare la guerra del 1915-18.
Su questa filosofia, pronube la sconfitta e la pace di Versailles ( considerata ignobile), hanno spinto Karl Haushofer , professore a Monaco, a delineare una teoria geopolitica basata su cinque concetti basilari :
Spazio vitale, Autarchia, Panregioni, Frontiere, confronto tra Potere terrestre e potere marittimo.
Questa filosofia sponsorizzata da un allievo di Haushofer , Rudolf Hess ha costituito il nerbo del “Mein Kampf” hitleriano.
Voi direte, ma che c’entra l’America?
Molto semplice.
Dato che sono ancora nella memoria di tutti i disastri prodotti da Hitler e soci non è politicamente ripresentabile tale teoria “ sic et simpliciter”:
Basta tuttavia camuffarla in modo adeguato secondo le piu’ recenti teorie e pratiche motivazionali in cui gli statunitensi sono maestri e rieccola!
Spazio vitale : chiamiamolo Globalizzazione , con conseguente diritto di espansione, teoricamente per tutti , ma praticamente per poche multinazionali quasi tutte americane.
Ciò che non si può piu’ ottenere con le armi si può tentare di ottenere con mezzi di penetrazione piu’ subdoli , anche se , talvolta , si ricorre all’uso delle armi localmente perfezionate dopo il Vietnam con lo stile del “mordi e fuggi” (Iraq, Kosovo)
Autarchia : pratichiamo il “ buy american” e rifiutiamo il trattato di Kioto per il comodo delle industrie USA.
Panregioni : Patto panamericano, costituito da una nazione fortemente dominante e da altre ,decisamente piu’ deboli che formano corona ( lo spazio vitale).
Confini : in continuo allargamento verso est , spingendo avanti l’Europa chiaramente succube degli USA.
Potere terrestre e Potere marittimo : dichiarazioni a piu’ riprese che gli USA sono “ costretti “ ad essere i poliziotti del mondo per il bene della democrazia.
Come appare evidente Hitler era solo piu’ brutale e sanguinario ma gli obbiettivi rimangono gli stessi.
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