venerdì 30 luglio 2010

SISTEMA QUALITA'

SISTEMA QUALITA’ : REALTA’ O MODA ?

E’ discorso corrente, presso le industrie grandi e piccole quello relativo alla Qualità e alle ISO 9000.
Se ne parla talmente tanto che riteniamo opportuno fare un pacato punto della situazione.
Partiamo da alcuni elementi base.
Nel campo di prodotti (quali essi siano) non esiste, nel medio e nel lungo termine , il prodotto “scalcinato”, poiché viene inesorabilmente scartato dal mercato.
Esiste, per ogni prodotto, un rapporto prezzo/prestazioni che lo colloca in una ben precisa fascia di mercato.
Secondo elemento. Il miglioramento della qualità di un qualsiasi prodotto comporta un aumento dei costi.
Se possediamo un prodotto che appartiene ad una certa categoria prezzo/prestazioni e vogliamo migliorarne la qualità dobbiamo avere ben valutato in quale nuova fascia di mercato ci vogliamo collocare , poiché un errore porterebbe a costi eccessivi e, quindi, ad una reiezione dal mercato.
L’unico sforzo da fare costantemente è quello di migliorare la qualità interna operativa, volta a ridurre il numero degli scarti ed i relativi costi di sostituzione o di riparazione dei pezzi difettosi.
Terzo elemento.Si confonde quasi sempre il concetto di Qualità ( Qualità è la perfetta rispondenza a quanto promesso al cliente) con il concetto di Livello di Qualità (alta o bassa).
Teniamo presente che il concetto di qualità alta o bassa è una pura astrazione.
Si confonde infatti il concetto di “costo del prodotto” con “prestazioni”, come se facendo le mollette da stendere in oro invece che in plastica si potesse stendere meglio.
Anzi, a proposito delle mollette si è verificato il processo contrario, si è cioè passati dalle mollette in legno (più pregiate) alle mollette in plastica (meno pregiate) riducendone i costi a parità di funzioni.
Le normative ISO attualmente in uso non garantiscono in realtà nulla, garantiscono solamente che un’azienda “certificata” fa girare una certa quantità di carta, ma non garantisce il cliente sulla qualità del prodotto.
Potremmo citare, a tal proposito, infiniti esempi di aziende abbondantemente certificate, decisamente più disorganizzate di aziende non certificate e sulle quali aziende certificate potremmo tranquillamente , con una visita neanche troppo pignolesca, evidenziare lacune spaventose dal punto di vista qualitativo.
Di un qualità ideale, ben si intende, poiché queste aziende sul mercato, bene o male ci stavano e ci stanno.

Prima e dopo la certificazione.
Ed allora che succede?
Succede semplicemente che per moda e, soprattutto , perché se non si evidenzia il “papiro” della certificazione in certe aziende non si entra come fornitori, la maggior parte delle aziende mettono sia pure a malincuore la mano al portafoglio e si fanno certificare, ben conscie che nel loro ambito nella sostanza non cambierà nulla.
Si fanno certificare specialmente perché i responsabili degli uffici acquisti ,per non assumersi responsabilità valutative del subfornitore gli impongono di essere certificato togliendosi, formalmente, il peso della decisione.
Per quanto attiene gli enti pubblici e parapubblici la situazione è ancora più grave.
Gli Enti italiani di certificazione non hanno avuto nessun riconoscimento ufficiale da parte dello Stato , in termini di una Legge che sancisca la Certficazione.
Sono solamente riconosciuti come un qualsiasi onesto club sportivo.
Pertanto il fatto che un ente di stato del quale voglio diventare fornitore, mi imponga di essere certificato è lo stesso tipo di comportamento che se mi si imponesse di appartenere ad un qualsiasi club, ad esempio quello della pesca alla trota.
Se si dovesse inoltre verificare (cosa più volte accaduta anche in sede internazionale) che un’azienda dichiarata “brava “ da un ente di certificazione, brava non è, chi risponderebbe ? Nessuno!
Ci si domanderà allora a che serve tutto il marchingegno.
Serve a mantenere alcune centinaia di personaggi autoreferenzianti, così come avviene per moltissimi altri settori (vedasi ad esempio la revisione auto che non ha fatto diminuire per nulla il numero degli incidenti).
Durerà?
Pensiamo proprio di no.
Le aziende si vanno sempre più accorgendo che tutto il marchingegno è una macchinetta mangiasoldi e basta. Perciò se si vogliono tenere sempre appesi i quadretti posti all’ingresso dell’azienda che attestano l’avvenuta certificazione si deve continuamente cercare la strada di minor costo per ottenere e mantenere questi quadretti.
Data la penuria di aziende nuove da certificare e la concorrenza spietata della Gran Bretagna, scettica sin dall’inizio, ma affarista, i prezzi sono in continuo calo e così pure i vincoli che vengono imposti alle aziende.
Alla salute delle economie!

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