giovedì 19 aprile 2012

PMI

PMI italiane. Che fare per sopravvivere ?

Si parla tanto dei problemi dell’industria italiana, ma , sinora, non mi è capitato di leggere un inquadramento generale della situazione, con un’analisi delle possibili vie di uscita.

SITUAZIONE
C’è una cosa che, piaccia o non piaccia, continua a salire in tutto il mondo : il costo della manodopera.
Questo porta , inesorabilmente a far aumentare i costi del prodotto.
In che modo è possibile far fronte a questa situazione ?
Solo percorrendo tre strade!

1.- La strada finanziaria.

La strada finanziaria può essere o quella della cosiddetta “finanza creativa “ (ossia quella di creare una presunta ricchezza attraverso giochetti di carte), ma che non consigliamo di seguire ,dati i disastrosi risultati sinora conseguiti.
La strada dei ridotti costi del denaro.
Questa è da percorrere, ma non si può fare conto di protrarla all’infinito, dato che non è pensabile ottenere denaro a costo zero.

2.-La strada tecnologica.

Questa è una strada di molto più ampio respiro in quanto permette, con continuità, di ridurre i costi per unità di prodotto, ma presenta alcune non semplici difficoltà.
Gli investimenti in macchinari e impianti più produttivi obbligano ad una delle due seguenti soluzioni:

2.1 Licenziare la manodopera eccedente. Il che non è molto sociale e comunque non perseguibile all’infinito.
2.2.- Collocare sui mercati la maggior produzione. Che presenta non poche difficoltà di vendita.

3.-La strada delle nuove idee
La strada delle nuove idee non ha limiti però deve essere supportata da adeguata ricerca.
La ricerca , punto fortemente dolente italico, deve essere sviluppata o in aziende di dimensioni sufficienti o in sede universitaria.
Purtroppo occorrono i ricercatori veri e non, invece, appoggiarsi su laureati fasulli che fanno ricerca.
Siccome in Italia la ricerca più serrata che si fa è quella “di uno stipendio sicuro senza che sia necessario lavorare” ecco che sorgono i guai industriali.
Come si è detto più sopra ogni azienda è destinata a perdere i prodotti “più facili “ , copiati da altri e portati in aree di minor costo.
E’ quindi indispensabile che , dalla panoplia di prodotti in mano ad una azienda, vengano persi sistematicamente quelli della parte inferiore.
E’ imperativo rimpinguare per tempo detta panoplia con prodotti nuovi da inserire nella parte superiore.
Chi pensa di vivere di rendita sfruttando e continuando a vivere con prodotti ereditati dai padri o, addirittura dai nonni, è destinato a fallire.


Una quarta soluzione , completamento delle prime tre è rappresentata dal

Collegamento di più aziende

L’idea originale è partita dall’Italia, anche dal punto di vista teorico, circa 20 anni fa.
Successivamente , come al solito, essendo stata trascurata in Italia è emigrata negli USA ( Chicago Boys) da dove è ritornata con l’altisonante slogan “facciamo rete”, pronunciato da persone che, probabilmente, non sanno neppure cosa sia una rete.
Questo collegamento tra aziende, avviene non con la fusione totale anche delle proprietà, bensì con la messa in comune di diversi settori aziendali lungo due filiere :

A.-Prodotti diversi
Soluzione che può essere attuata con aziende che operano nello stesso settore pur senza farsi concorrenza tra di loro, e che necessitano di alcune forniture di componentistica comune.
Ad esempio : aziende che producono macchine utensili diverse ( una che fa i torni , ad esempio, ed un’altra che fa i trapani) ; aziende che producono macchine per legno ( una che fa le piallatrici ed un’altra che fa macchine universali).
Tutte hanno necessità di fusioni, di ingranaggeria , di strutture saldate, e via discorrendo.

B.-Monoprodotto con componenti di società diverse

E’ realizzabile attraverso un sistema di aziende la prima delle quali effettua la progettazione e l’assemblaggio finale del prodotto e le altre forniscono gruppi interi componenti.

Le due categorie di aziende possono unire i propri uffici acquisti e contabilità,nonché di assistenza tecnica o manutentiva, con grande risparmio di costi, potrebbero aggregare al proprio gruppo una fonderia e/o una carpenteria e/o un’azienda produttrice di apparecchiature elettriche inerenti ai prodotti che fornirebbero sia le aziende del gruppo sia le aziende esterne.
Ovviamente questi gruppo di aziende avrebbero una forza maggiore nella trattativa con le banche.
I fornitori ausiliari appartenenti ai due gruppi, possono fornire i loro prodotti sia all’interno del gruppo sia all’esterno, in maniera di garantire la loro capacità concorrenziale.
Queste soluzioni andrebbero, non solo caldeggiate, ma anche supportate attraverso agevolazioni bancarie per la partenza, ma chi gestisce la cosa pubblica è troppo preoccupato delle sue poltrone.

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