I
DUE MATTEI
Attenti
a quei due!
Gli
scherzi del destino hanno fatto sì che in un momento assai triste
della storia della penisola, ci venissero refilati due personaggi
all’incirca della stessa età, con lo stesso nome, Matteo, con la
stessa parlantina e la stessa giuliva arroganza.
Vediamoli
partitamente.
Renzi
sarà anche il massimo statista “in nuce”, ma non da proprio
nessuna impressione positiva se non quella di essere un bulletto di
provincia che si è circondato da una serie di ministri uno più
tromboncino dell’altro.
Sin
dalle prime battute il buon Matteo ha dato una pessima impressione di
approccio ai problemi , nonché sul sempre ondivago iter di
soluzione.
La
stessa sensazione che si ha quando si incontra un individuo che
giudica tutto da una prima annusata e decide, sopratutto decide, con
la convinzione che l’unica cosa importante sia la velocità, nella
certezza che , quali che siano i risultati riuscirà sempre a trovare
una scusa che li giustifichi, siano essi positivi o negativi.
Esempio
clamoroso è dato dal famoso “giro in Europa” . Partito con una
fanfara di mosche cocchiere esaltanti il suo dichiarato obbiettivo di
“spaccare le reni” all’Europa, è ritornato velocemente in
Italia (adducendo una infantile scusa) , con un carico di chiare
bastonate ricevute ,essendo riuscito a portare a casa il nulla , al
difuori delle suddette bastonate.
Raramente
capita di trovare , nei posti di comando , un personaggio con la
sicumera di Matteo. Anche perhè, normalmente , chi ha un minimo di
esperienza, sta sempre molto abbottonato nelle promesse per non
esporsi a clamorose smentite e relative rinfacciate.
Dal
”regalo” di 80euro , regalo per modo di dire in quanto, semmai è
uno sconto fiscale, peraltro non ancora attuato perchè non si
trovano le coperture.
Alla
riforma del Senato per la quale si è trovato il sistema di imbarcare
cani e porci e non si sono ancora individuati i i Reali risparmi
economici e procedurali.
E,
infine alla proposta Delrio relativa alla cosiddetta abolizione delle
Provincie , dalla quale emerge che il Ministro ha per
l’organizzazione un amore non corrisposto.
Tra
parentesi saremmo tutti interessati a conoscere il curriculum
professionale del Ministro dal così caprigno atteggiamento.
Ed
ecco il secondo Matteo .
Matteo Salvini
Stessa
arroganza, stessa parlantina, stesse convinzioni basate sul nulla.
Passa
dal pomo al pero semplicemente seguendo un consiglio del primo che
passa per strada, solo perchè suona bene, dimenticando quello che
aveva detto e promesso poco tempo prima.
Eccovi
l’esempio.
Aveva
promesso la costituzione delle macroregioni, nonché di trattenere in
Padania il 75% delle ”tasse”. Non sa di quali tasse parla e non
sa con quale sistema pensava di trattenerle.
Dimenticato
tutto!
Ora
l’unica cosa da fare è uscire dall’euro. Non si sa come e non si
sa nulla delle modalità e delle possibili conseguenze.
Si è
solo improvvisamente innamorato degli sproloqui di due furbacchioni i
discorsi dei quali sarebbe opportuno che il buon Matteo ce li
spiegasse in dettaglio (posto che di tutti quei fumosi discorsi abbia
capito qualcosa)
Dato
che ,per ora, l’unica cosa che ha capito e ricordato è che sei
premi Nobel hanno detto che “bisogna uscire dall’euro.+
Come
se essere premio Nobel sia sinonimo di capacità eccelsa ( vedasi
Arafat, Fo, Obama,)
I
veneti stanno battagliando per staccarsi dall’Italia e lui l’unica
cosa che sa dire è : “bene, bravi, andate avanti così!”.
Dichiarando :”noi federalisti, indipendentisti siamo con voi”.
Come se essere federalisti o indipendentisti sia esattamente la
stessa cosa.
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