martedì 28 ottobre 2014

I DUE MATTEI


I DUE MATTEI
Attenti a quei due!
Gli scherzi del destino hanno fatto sì che in un momento assai triste della storia della penisola, ci venissero refilati due personaggi all’incirca della stessa età, con lo stesso nome, Matteo, con la stessa parlantina e la stessa giuliva arroganza.
Vediamoli partitamente.
Renzi sarà anche il massimo statista “in nuce”, ma non da proprio nessuna impressione positiva se non quella di essere un bulletto di provincia che si è circondato da una serie di ministri uno più tromboncino dell’altro.
Sin dalle prime battute il buon Matteo ha dato una pessima impressione di approccio ai problemi , nonché sul sempre ondivago iter di soluzione.
La stessa sensazione che si ha quando si incontra un individuo che giudica tutto da una prima annusata e decide, sopratutto decide, con la convinzione che l’unica cosa importante sia la velocità, nella certezza che , quali che siano i risultati riuscirà sempre a trovare una scusa che li giustifichi, siano essi positivi o negativi.
Esempio clamoroso è dato dal famoso “giro in Europa” . Partito con una fanfara di mosche cocchiere esaltanti il suo dichiarato obbiettivo di “spaccare le reni” all’Europa, è ritornato velocemente in Italia (adducendo una infantile scusa) , con un carico di chiare bastonate ricevute ,essendo riuscito a portare a casa il nulla , al difuori delle suddette bastonate.
Raramente capita di trovare , nei posti di comando , un personaggio con la sicumera di Matteo. Anche perhè, normalmente , chi ha un minimo di esperienza, sta sempre molto abbottonato nelle promesse per non esporsi a clamorose smentite e relative rinfacciate.
Dal ”regalo” di 80euro , regalo per modo di dire in quanto, semmai è uno sconto fiscale, peraltro non ancora attuato perchè non si trovano le coperture.
Alla riforma del Senato per la quale si è trovato il sistema di imbarcare cani e porci e non si sono ancora individuati i i Reali risparmi economici e procedurali.
E, infine alla proposta Delrio relativa alla cosiddetta abolizione delle Provincie , dalla quale emerge che il Ministro ha per l’organizzazione un amore non corrisposto.
Tra parentesi saremmo tutti interessati a conoscere il curriculum professionale del Ministro dal così caprigno atteggiamento.
Ed ecco il secondo Matteo .
Matteo Salvini
Stessa arroganza, stessa parlantina, stesse convinzioni basate sul nulla.
Passa dal pomo al pero semplicemente seguendo un consiglio del primo che passa per strada, solo perchè suona bene, dimenticando quello che aveva detto e promesso poco tempo prima.
Eccovi l’esempio.
Aveva promesso la costituzione delle macroregioni, nonché di trattenere in Padania il 75% delle ”tasse”. Non sa di quali tasse parla e non sa con quale sistema pensava di trattenerle.
Dimenticato tutto!
Ora l’unica cosa da fare è uscire dall’euro. Non si sa come e non si sa nulla delle modalità e delle possibili conseguenze.
Si è solo improvvisamente innamorato degli sproloqui di due furbacchioni i discorsi dei quali sarebbe opportuno che il buon Matteo ce li spiegasse in dettaglio (posto che di tutti quei fumosi discorsi abbia capito qualcosa)
Dato che ,per ora, l’unica cosa che ha capito e ricordato è che sei premi Nobel hanno detto che “bisogna uscire dall’euro.+
Come se essere premio Nobel sia sinonimo di capacità eccelsa ( vedasi Arafat, Fo, Obama,)
I veneti stanno battagliando per staccarsi dall’Italia e lui l’unica cosa che sa dire è : “bene, bravi, andate avanti così!”. Dichiarando :”noi federalisti, indipendentisti siamo con voi”. Come se essere federalisti o indipendentisti sia esattamente la stessa cosa.

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