BUROCRAZIA
Abbiano
più volte detto e scritto che , fatto 100 il potere in Italia , 20%
è in mano ai politici e 80% in mano ai burocrati.
Quindi
le responsabilità del disastro italiota sono ripartite esattamente
in funzione del potere detenuto.
Cominciamo
con il principale responsabile .
Evidenziando
il perché la burocrazia italiana non funziona e perché , in questa
situazione, non potrà mai funzionare ?
Con
le conseguenze evidenti.
1.-Reclutamento
Il
reclutamento avviene attraverso concorsi facilmente superabili,
concorsi che non garantiscono niente se non una approssimativa
conoscenza dell’argomento oggetto dell’esame.
Per
superare il quale esame, corruzione e raccomandazioni sono strumenti
all’ordine del giorno.
Inoltre
si può facilmente verificare il peso enorme ( proprio enorme)
dell’etnia di provenienza dei candidati.
Questo
significa che pregi e vizi culturali locali sono esaltati anziché
essere compensati da esperienze e da culture diverse.
2.-Regole
auto prodotte
Questa
categoria che i fatti hanno dimostrato essere a “scartamento
ridotto” si è data , da decenni a produrre regole organizzative
senza nessun inquadramento tecnico, scientifico, nè esperienza dai
risultati controllabili.
Per
tutelarsi dai risultati di pessima qualità, tali anche senza un
controllo rigoroso, hanno preso l’abitudine di produrre regole ,
con un campo di variazione interpretativa talmente ampio da ammettere
il tutto ed il suo contrario.
In
maniera tale da garantirsi la totale assenza di responsabilità
personale.
Il
tutto redatto con un italiano approssimativo, quando non inferiore, a
quello che si impara alle elementari.
A
chi desidera entrare appena, appena nel settore delle regole,
suggerisco di prendere in mano un bilancio di ente pubblico per
vedere se ci riesce a capire qualcosa , anche se è un esperto di
bilanci aziendali.
Il
solo fatto di attribuzione alla varie poste è in buona parte
arbitrario, funzione delle esigenze personali e locali.
Quindi
anche un normale certificatore di bilanci avrebbe vita grama senza
un appoggio esplicativo interno ( e per di più specializzato in un
ristretto settore).
3.-Mancanza
di esperienza esterna
A
peggiorare quanto sin qui detto i burocrati non attingono da
esperienze altrui, cosa che accade normalmente , nel mondo civile,
poiché nascono burocrati e muoiono burocrati.
A
corollario di tutto succede che hanno pure costituito una casta così
isolata, da non avere nessun contatto con il modo operativo esterno.
Anzi,
fanno di tutto per non avere nessuna comunicazione.
Forse
perché qualunque confronto giocherebbe a loro sfavore.
4.-Mancanza
di abitudine per operare su budget
Penso
che se ad un qualsiasi dirigente pubblico si chiedesse che cosa è un
budget avremmo le risposte più esilaranti.
Per
lui budget signiica solo, genericamente, “ controllo” e quindi “
vade retro satana”.
Perché,
in realtà l’unica abitudine , per un manager pubblico, è di veder
accettato il suo bilancio “ a consuntivo”, dato che, oltretutto ,
non risponde mai dei risultati conseguiti, non avendone mai promesso.
A
cominciare dai giudici ogni vincolo , prescrizione o controllo
obbiettivo viene recepito come una inaccettabile “deminutio
capitis”
Perfino
i premi di qualità e di efficienza costituiscono “inconcepibile
distinzione” , talchè le poche volte che sono stati istituiti, in
poco tempo sono diventati “vantaggio comune”.
La
meritocrazia alla rovescia !
5.-Autoreferente
La
burocrazia e quasi per definizione, autoreferente.
Le
regole se le danno loro ! E non solo.
Cominciano
infatti con l’ avversare ogni politico che voglia scrivere Testi
Unici poiché solo attraverso una grande dispersione delle
regole, diventano incontrastabili padroni del campo.
Proseguono
lo scempio scrivendo in Regolamenti Attuativi attraverso i quali
fanno spesso strame delle Leggi approvate dal Parlamento.
E
l’emissione dei quali non è garantita (bloccando in tal modo
l’esecutività delle Leggi) neanche nel tempo.
Completano
poi il quadro utilizzando le cosiddette Circolari Applicative che
hanno la forza di Legge , e attraverso le quali piegano ai loro
voleri la più ostinata delle Leggi.
I
risultati si possono , con estrema facilità misurare nel settore
della cosiddetta giustizia.
Non
è ammissibile che , a parità di prove, usando la stessa Legge, un
giudice possa dichiarare una persona “assassino” e un altro
giudice ritenerlo “santo del Paradiso”.
O è
il giudice “inadatto” per la sua professione, o la Legge è di
gomma elastica a piacimento.
Alla
faccia del “dura lex sed lex”, e del “ non è ammessa
l’ignoranza della Legge”
6.-Sindacati
intoccabili
Fragola
deliziosa , posta sulla torta della burocrazia , sono i sindacati di
categoria i quali non operano solo per dare ai loro adepti condizioni
economiche migliori, ma ( e sopratutto) per garantire la cosa più
desiderata in un certo settore geografico : il lavoro magari poco
retribuito, ma che garantisca al dipendente di fare i propri comodi
in ogni momento.
E
guai a licenziare qualcuno !
Basti
pensare che un dipendente pubblico condannato per furto o per stupro
, può tranquillamente riprendere il proprio posto di lavoro ( lavoro
si fa per dire ) senza che nessuno possa dire alcunché.
Con
un simile curriculum della più importante delle parti in gioco che
cosa vogliamo aspettarci ?
Meditate,
gente, meditate !
gian
luigi lombardi-cerri
Nessun commento:
Posta un commento