RISCALDAMENTO delle abitazioni
Uno dei problemi di grande importanza è costituito dal riscaldamento delle abitazioni.
Coloro che devono installare un nuovo impianto o sostituire il vecchio si trovano davanti ad importanti problemi di scelta.
Che fare ?
Le informazioni che si danno in Italia, al proposito, sono, troppo spesso tendenziose, talchè è facile imboccare strade errate dalle quali è praticamente impossibile tornare indietro.
Nello scritto che segue è mostra intenzione fornire un insieme di concetti e di avvertimenti volti ad impedire di commettere grossi errori, e, soprattutto, di credere a colossali menzogne dette da chi ha interesse a spingere una certa soluzione.
In Italia, infatti, more solito, ambientalisti da strapazzo e pseudo tecnici trinciano sentenze ad ogni passo con scarsa conoscenza della reale consistenza dei problemi..
Iniziamo evidenziando uno studio che, pur potendosi criticare per alcuni dati, ha tutti i crismi della serietà scientifica nel suo svolgimento.
Il Politecnico di Torino nel documento richiesto dalla Provincia di Torino e redatto dai professori
G.V. Fracastoro e A.M. Barbero nonché dall’Ing. F.Baccon
“Requisiti tecnici per impianti a pezzi di legno di potenza < di 60 kw “
fornisce un quadro qui di seguito riportato valutando le caratteristiche basilari dei combustibili usati per riscaldamento, e può essere sintetizzato con la tabella riportata.
Ecco il documento.
• Vedasi ALLEGATO di un BANDO DIRETTO ALLA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI ALIMENTATI A BIOMASSA SUPERIORI A 350KW REQUISITI TECNICI PER IMPIANTI A CIPPATO SUPERIORI A 350 kW A cura del Dipartimento di Energetica del Politecnico di Torino : Prof. G.V. Fracastoro Prof. A.M. Barbero
www.provincia.torino.it/ambiente/file-storage/download/energia/...
Rilevanza: 3% - Dimensione: 552.84 kb - Data: 02-07-2009
Combustibile Capacità temica COSTO Rendimento tipico
MJ/kg MJ/m3 €/kg €/m3 €/GJ
Gasolio 42.7 0.85 20.0 85
Metano 34-35 ** 0.53 15.4 85
Olio BTZ 41.0 0.23 5.6 80
Legna in pezzi 12.6 0.1 7.9 80
Pellets 16.9 0.3 17.7 85
Cippato 16.7* 0.05 3.0 85
*sul secco, valore medio generale
**riferito a m3 standard
“Requisiti tecnici per impianti a pezzi di legno per potenza <60 kw”
www.fire-italia.it/forum/pellet/all_fino_60.pdf
Da questa tabella appaiono chiaramente gli elementi base della convenienza.
Sulla scorta di questi elementi si forniranno alcuni dati e considerazioni aggiuntivi nonché alcune nostre critiche.
Esaminiamo però , anzitutto, i combustibili fondamentali, valutandone pregi e difetti di utilizzo.
1. Legna in pezzi
La legna in pezzi e il cippato (costituiti dai rami opportunamente tritati) rappresentano i combustibili più convenienti per riscaldarsi
Per chi possiede un bosco non è neppure necessario affaticarsi per fare confronti
Scaldarsi bruciando legna o cippato è conveniente al difuori di ogni ulteriore considerazione!
Vediamo di inquadrare il problema in modo più generale.
La superficie boschiva italiana ammonta a circa 10ML di ha.
Stimando una produzione media di 60 t/ha si ha una produzione potenziale di 600ML di tonnellate circa di legname.
Poiché il ciclo di una pianta si può considerare ventennale la potenzialità annuale diventa di 30 ML di tonnellate.
E’ tutta reale questa potenzialità?
No perché molte aree boschive presentano accessibilità ridotta o addirittura nulla.
Stimando una riduzione dovuta all’inaccessibilità pari al 15% si ha una disponibilità reale sul posto di taglio di 25.5 tonn/anno.
Occorre tuttavia fare un ulteriore sconto.
Vi è una vasta gamma di utenti potenziali che, per la loro ubicazione non possono e non potrebbero utilizzare legna grezza o cippato ( ad esempio gli abitanti di condomini cittadini per evidenti problemi di trasporto spicciolo).
Ergo la potenzialità usabile scende tra 20-21 ML di tonnellate /anno.
Poiché il consumo attuale è di circa 19 ML di tonn il margine di espansione di mercato è molto prossimo a valori trascurabili.
Una non piccola limitazione nell’uso della legna in pezzi è costituita dalla pratica impossibilità di alimentare le caldaie con sistemi automatici, per cui il combustibile va trasportato giorno per giorno manualmente e pure manualmente va caricata la caldaia.
http://docs.adiconsum.it/documenti/doc2_56.pdf
www.apat.gov.it/site/_files/Pubblicazioni/Stima_dei_consumi_di_legna_da_ardere
Situazione migliore è presentata dal:
2.-Cippato.
Più utilizzabile della legna in pezzi risulta il cippato a condizione che sia ricavato dalle ramaglie, ossia da scarti di legname e quindi che rappresenti un “recupero di scarto”.
E’ quindi assurto pensare di cippare legno altrimenti e meglio utilizzabile.
Non si riesce tuttavia a capire perché in Italia, fatta eccezione per la regione Trentino-Alto Adige e per qualche altra piccolissima area geografica, il taglio degli alberi , per ricavare legname non venga effettuato con l’imposizione , in sede di gara, di cippare sul posto i rami , con il relativo trasporto a valle invece (more solito) di imporre l’accatastamento dei rami ai margini del bosco in attesa di uno smaltimento naturale che può facilmente durare anche oltre i 30 anni.
Si tenga presente che sotto i rami tagliati non cresce assolutamente nulla e non si concima il terreno, almeno nell’immediato.
Tra l’altro l’operazione di cippatura può essere fatta agevolmente sul posto di taglio essendo disponibili apparecchiature da collegare direttamente balla presa di forza dei trattori.
Naturalmente i prezzi della legna e del cippato sono strettamente legati al grado di essiccazione e così pure il loro potere calorico.
A differenza della legna in pezzi il cippato ha naggiori possibilità di sviluppo perché :
a.- è possibile effettuare il caricamento automatico delle caldaie
b.- poiché i rami rappresentano in peso circa il 50% del peso della pianta se venisse generalizzato l’obbligo per gli appaltanti di cippare in loco i rami , trasportando a valle il cippato si disporrebbe di maggiori e notevoli quantità di combustibile con il vantaggio gratuito di tenere puliti i boschi.
3.-Pellets
www.fire-italia.it/forum/pellet/all_fino_60.pdf
I pellets sono cilindretti di segatura pressata, prodotti dagli scarti industriali del legno.
Vengono prodotti dalla segatura risultante dalla lavorazione del legno, opportunamente essiccata e pressata ad alta pressione.
Il pellet è un combustibile ecologico ed è una fonte di energia rinnovabile.
E’ opportuno avere ben presente che i pellett ricavati da vecchi mobili , opportunamente tritati sono tutt’altro che ecologici, e , in più, sono particolarmente dannosi alla salute perché durante la combustione emettono fumi tossici prodotti dalle vernici contenute.
Grazie alle qualità fisiche della lignina, componente della legna, non è necessario aggiungere alcun tipo di legante o di additivo.
I pellets , che in generale hanno un diametro di circa 6 mm, trovano impiego sia in stufe per singoli locali che in caldaie per riscaldamento centralizzato.
La materia prima del pellet ecologico è composta da:
60% legno naturale duro
40% legno naturale tenero
Buoni pellet di legno presentano un'umidità residua minima - ciò comporta un elevato potere calorifico e ridotti valori di emissioni.
Alcune altre annotazioni.
2 kg Pellet valgono ca. 1 Litro di olio combustibile
650 kg Pellets occupano ca.1 m³ di spazio
3 m³ Pellet occupano lo spazio di ca. 1000 di olio combustibile
Vantaggio della soluzione pelletts , nei confronti della legna è dato dalla possibilità di alimentare anche piccole caldaie (familiari) con dipositivi automatici , talchè è possibile operare con una scorta di 2-3 gg.
E’ in continua discussione il prezzo del pellett che oscilla tra i 3,5 ed i 5€ per il sacco da 15 kg.
Non c’è da meravigliasi !
A parte gli aumenti stagionali è da tenere presente che mentre l’offerta è tecnicamente rigida (ossia la quantità di segatura disponibile è fissa) , la domanda è crescente in funzione dell’esaltazione che si fa con i mezzi di comunicazione, “della bontà dei pelletts” .
Non è quindi lontano il momento in cui i pelletts non saranno più convenienti.
Teniamo ben presente che nello sfruttamento della segatura di scarto sono in concorrenza oltre i vari fabbricanti di pelletts anche i fabbricanti di pannelli per mobili.
4.-Olio BTZ
Il petrolio BTZ (Basso Tenore di Zolfo) è stato usato per molti anni e, essendo uno scarto di raffineria , costa poco .
Purtroppo è una causa rilevante dell’inquinamento invernale delle grandi città e, inoltre, ha costi di manutenzione impianti , camini compresi, abbastanza alti.
Poiché gli impianti di riscaldamento a BTZ sono prevalentemente costituiti da grandi impianti per il riscaldamento di locali pubblici,la cui sostituzione richiederebbe rilevanti spese, le amministrazioni preferiscono addossare la colpa dell’inquinamento invernale alle automobili…..
5.- Metano 6.-Gasolio
Questi due tipi di combustibile hanno alcuni vantaggi comuni rispetto agli altri combustibili.
Il primo vantaggio è quello di un inquinamento sensibilmente più basso.
. Non dimentichiamo che se la combustione del legno rende all’ambiente quanto gli alberi gli hanno sottratto, in termini di CO2 , non altrettanto si può dire in merito alla diossina , di cui la combustione del legno abbonda, dato il relativamente basso controllo della qualità della fiamma.
Un altro non trascurabile vantaggio è dato dai bassi costi di pulizia e di manutenzione.
Un terzo vantaggio è quello di disporre di un magazzeno combustibile illimitato per quanto riguarda il gas e di capacità annuale per quanto riguarda il gasolio.
Ed ora veniamo al confronto tra i due.
Il gasolio presenta, nei confronti del metano il vantaggio di potersi approvvigionare da fornitori diversi , e quindi in costante concorrenza tra di loro, mentre il metano una volta che il fornitore ha acquisito il cliente sa che non potrà essere messo in concorrenza ad ogni fornitura.
Vi è inoltre un altro vantaggio a favore del gasolio : si è in grado di effettuare il pieno nel periodo dell’anno e/o di mercato più conveniente, mentre i fornitori di gas adeguano il prezzo istantaneamente, cosi come fanno i distributori di benzina.
Un ulteriore svantaggio del gas è dato dal fatto che le caldaie condominiali devono essere installate in locali fuori dall’abitazione per evidenti motivi di sicurezza nel caso di fughe.
In Italia le cose segrete sono rese pubbliche in tempi brevissimi, mentre le cose pubbliche sottostanno a inspiegabili condizioni di segretezza.
Uno dei misteri è rappresentato dai prezzi FUORI TUTTO dei combustibili da riscaldamento.
Anzitutto porrò il caso del sottoscritto, non perché io sia di una qualsiasi importanza , ma perché il sottoscritto vive e compra combustibile in una zona che si avvantaggia di una sconto di ben 0.129 €/litro pagando 0.98 €/litro
Confrontare con quanto indicato nei sitti sotto segnati.
http://www.sosconsumatori.it/prezzi_gasolio_riscaldamento.htm
http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/prezzimedi.asp?prodcod=3&anno=2009
Come dicevamo poch’anzi una delle cose più misteriose è rappresentata dal prezzo dei prodotti petroliferi e del gas,d’accordo che i prezzi possono variare di giorno in giorno, ma nessuno degli enti preposti al controllo si perita di pubblicare tempestivamente dati facilmente comparabili.
Ci proveremo in qualche modo.
Si riporta sotto una tabella dalla quale si ricava subito in modo chiaro che l’Italia è il paese più caro d’Europa.
Rilevazione effettuata dall'Unione Europea nel giorno 26/10/2009.
I prezzi sono in Euro (tasse comprese).
Benzina
Senza Piombo
(1000 litri) Gasolio
Autotrazione
(1000 litri) Gasolio
Riscaldamento
(1000 litri) Olio Combustibile
(Zolfo <= 1%)
(1000 kg) Olio Combustibile
(Zolfo > 1%)
(1000 kg)
Österreich 1.101,00 1.017,00 677,32 402,70 n.d.
Belgique 1.259,00 964,00 556,90 322,06 n.d.
Bulgaria 925,86 888,43 885,98 n.d. 397,28
Cyprus 901,16 833,92 689,88 428,25 n.d.
Czech Republic 1.079,24 1.025,72 576,60 282,45 n.d.
Danmark 1.340,79 1.107,02 1.021,84 694,44 n.d.
Estonia 1.002,90 966,02 603,97 n.d. n.d.
Suomi 1.314,65 1.010,33 648,46 n.d. n.d.
France 1.257,00 1.052,40 625,30 375,75 368,53
Deutschland 1.307,00 1.107,00 629,53 337,70 n.d.
Ellas 1.068,00 981,00 568,00 405,86 n.d.
Hungary 1.098,14 1.047,06 1.047,06 356,88 n.d.
Ireland 1.184,00 1.066,00 725,54 300,45 n.d.
Italia 1.286,54 1.126,57 1.088,65 397,41 n.d.
Latvia 979,98 937,68 549,93 n.d. n.d.
Lithuania 1.076,95 888,14 547,67 n.d. 326,44
Luxembourg 1.041,08 895,76 501,17 n.d. n.d.
Malta 1.180,00 960,00 650,00 n.d. 436,00
Nederland 1.398,00 1.049,00 729,00 339,00 n.d.
Poland 1.002,99 885,62 588,57 384,24 303,75
Portugal 1.277,00 1.046,00 711,00 443,30 n.d.
Romania 874,53 832,56 785,91 373,13 n.d.
Slovakia 1.150,00 1.119,00 545,80 288,55 281,91
Slovenia 1.099,00 1.036,00 593,00 405,02 n.d.
Espana 1.069,02 969,84 592,13 371,77 n.d.
Sverige 1.212,75 1.126,47 1.010,78 781,57 n.d.
United Kingdom 1.161,15 1.172,26 543,57 n.d. n.d.
Media EU (27 paesi) 1.203,45 1.049,41 652,16 403,31 375,95
Media EU (16 paesi) 1.245,63 1.048,87 641,14 376,43 423,22
Alla medesima data viene riportato un quadro mensile nel quale il valore citato in rosso nella tabella precedente non si ricava neanche come media.
I valori indicati sono espressi in Euro per 1000 litri.
Mese Prezzo
Industriale Iva Accisa Prezzo
al Consumo
Gennaio 449,13 170,47 403,21 1.022,81
Febbraio 440,72 168,78 403,21 1.012,71
Marzo 418,15 164,27 403,21 985,62
Aprile 439,33 168,51 403,21 1.011,05
Maggio 434,03 167,45 403,21 1.004,69
Giugno 470,20 174,68 403,21 1.048,09
Luglio 466,71 173,99 403,21 1.043,91
Agosto 489,25 178,49 403,21 1.070,96
Settembre 473,75 175,39 403,21 1.052,36
Ottobre 477,06 176,05 403,21 1.056,33
GAS PRICES FOR DOMESTICAL consumers
Country/Region: ITALY
Date: 2° Semester 2008
m3 Minimo m3 €/m3 €/GJ €/m3
Small 0 - 500 - 0,676 17,757 0,903
Medium 501 - 5.000 525 0,516 13,554 0,761
Large 5.001 - 200.000.000 >5254 0,439 11,532 0,674
Source: Ministry of Economic Development elaboration on data
of Italian Regulatory Authority for Electricity and Gas
Taxes applied: Excise, local tax and VAT
Tutte le tabelle sono state ricavate da:
http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it
Ministero a cui , si pensa, avrebbe dovuto far capo anche la Provincia di Torino allorchè ha fornito i dati
ai Professori Fracastoro ,Barbero e Baccon autori dello studio
Se si uniscono i dati in un’unica tabella di confronto saltano fuori dati strabilianti
Ente Gasolio €/KG Costi €/GJ Gas €/m3 Costi €/GJ
Provincia
di Torino 0.85 20 0.53 15.5
Ministero 1.28 30.11 0.676 17.75
0.516 13.554
0.439 11.532
Dati miei * 1.1 25.88
• Ricavati da fattura C1 560 della ditta COMA S.R.L. emessa in data0/9/02/2009
dalla quale ho volutamente non tenuto conto, allo scopo di non generare confusioni, dello sconto di € 0.1291 al litro spettante per Legge agli abitanti dei comuni di montagna
Conclusione
Tra gas e gasolio quale dei due scegliere ?
Riteniamo che il primo si adatti in modo particolare ad appartamenti abitati per periodi di vacanza, per un minor costo dell’impianto , per non necessitare di un serbatoio di stoccaggio e per una maggiore semplicità nella pulizia della caldaia, mentre il secondo meglio si adatta per il riscaldamento continuo di prime abitazioni.
7.-Riscaldamento ( e raffrescamento) geotermico.
Una soluzione per riscaldamento (nonché per il raffrescamento estivo) fortemente consigliabile e, pertanto, pressocchè negletta il Italia è quella che utilizza la cosiddetta “pompa di calore”.
Senza addentrarci nell’esame del Ciclo di Carnot vediamo di illustrare brevemente il
fenomeno.
A profondità comprese tra i 50 ed i 100 metri sotto terra la temperatura d’inverno è di 4-5° al disopra della temperatura esterna, mentre d’estate accade il contrario, ossia la terra fa da accumulatore di calore.
Se questo calore sotterraneo viene sottratto facendo scorrere in apposita tubazione sotterranea dell’acqua e mediante una certa pompa denominata appunto “pompa di calore “ viene alzata la temperatura di questo contenuto calorico, ottengo acqua a 25-26° d’inverno con cui posso riscaldare l’ambiente interno della casa e acqua a 18-20° con cui posso , d’estate , raffrescare li stessi ambienti.
Naturalmente per avere il minimo consumo di energia elettrica della pompa di calore si deve riscaldare la casa non con il sistema classico a caloriferi, ma con il sistema a pannelli posti sotto il pavimento.
La temperatura dei pannelli è tale da non procurare fastidi agli arti inferiori delle persone che abitano la casa (come accadeva una volta con i pannelli nei quali circolava acqua calda alla stessa temperatura dei termosifoni)
Basta fare quattro conti per accorgersi che il sistema è economicamente conveniente a prescindere dagli aleatori finanziamenti statali.
Nella sola vicina Svizzera gli impianti attualmente funzionanti sono già oltre 20.000 !
Quali sono gli aspetti negativi?
1.- L’impianto va progettato da persone che conoscano molto bene la materia, anche dal punto di vista teorico.
I “praticoni” sono terribilmente dannosi !
E’ quindi più facile spingere l’installazione dei pannelli solari che ogni scalzacani è in grado bene o male di montare al contrario di un impianto geotermico che richiede una progettazione ed una costruzione tecnicamente valide.
2.- Poiché si suggerisce, per avere la massima convenienza, di usare pannelli radianti sotto pavimento, loro soluzione ideale è quella di applicare il sistema su abitazioni nuove , in fase di progettazione o, al massimo, di inizio fabbricazione.
Diversamente far circolare l’acqua a lieve temperatura non rende conveniente l’impianto , mentre installare le serpentine in un appartamento esistente richiede un costosissimo rialzo del pavimento che, pertanto andrebbe totalmente rifatto.
8.- Teleriscaldamento
Veniamo al tanto dibattuto problema del teleriscaldamento.
Conviene o non conviene che ogni famiglia o, al massimo ogni condominio sia indipendente dal punto di vista del riscaldamento ?
Sono noti a rutti i problemi e le diatribe sul riscaldamento condominiale.
Gli inquilini dei piani bassi si lamentano del caldo eccessivo , mentre quelli dei piani alti si lamentano per il freddo.
Diciamo quindi subito che l’indipendenza familiare permette di farre reali risèparmi di combustibile.
Rimane il fatto che si può essere indipendenti familiarmente , dal puntodi vista termico , ma essere collegati ad una centrale termica zonale.
Ve diamo allora se e quando sia conveniente il teleriscaldamento zonale.
Il teleriscaldamento risulta sicuramente più conveniente in quelle aree dove sia disponibile un impianto che produca combustibile o paracombustibile, come scarto di lavorazione.
Alcuni esempi:
Laddove siano disponibili quantità sufficienti di cippato e/o di trucioli di segheria, essendo il taglio piante e il lavoro di segheria di per se economicamente conveniente , gli scarti rappresentano un incremento di utile, pertanto potrebbe essere conveniente bruciarli in un’unica grande centrale, a condizione che le perdite termiche durante il trasporto e le economie di scala per manutenzione siano accuratamente calcolate e diano ai cittadini un reale vantaggio economico, misurato e sempre misurabile.
Altrettanto dicasi per quei siti dove sia presente una centrale termoelettrica o un termovalorizzatore dove l’acqua calda, una volta uscita dalle turbine po’ essere considerata come uno scarto di lavorazione.
Questo è poi il caso di sicura convenienza in quanto il calore di uscita tpurbine sarebbe diversamente disperso nell’aria o nell’acqua.
Decisamente non conveniente è invece bruciare combustibile con l’unico scopo di produrre calore per teleriscaldamento .
Vediamo di confrontare vantaggi e svantaggi delle due soluzioni.
Teleriscaldamento
Piccolo vantaggio (1-1.5 punti percentuali) di miglior rendimento a favore di caldaie di maggior dimensione
Minor costo del combustibile per sconti di quantità
Maggiori costi per creare un utile di gestione (ovviamente l’utile deve essere a carico dell’utente)
Maggiori costi di struttura
Minore ammortamento specifico per la centrale termica
Riscaldamento autonomo
Minori perdite termiche durante il trasporto
Possibilità di mettere in concorrenza i fornitori di combustibile
Impossibilità di ricatto politico per gestori politicamente schierati
Mancanza di ammortamento per la costruzione delle tubazioni di trasporto.
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RispondiEliminaaromatherapy