Quando si tratta di una qualunque impresa, sia industriale, che politica, occorre definire gli obbiettivi ed i mezzi per raggiungere gli obbiettivi.
Altrettanto dicasi per la verifica di un’ impresa compiuta.
Occorre sì analizzare criticamente se gli obbiettivi sono stati raggiunti e perché se in tutto od in parte sono stati mancati, ma anche verificare se i mezzi e l’organizzazione adottati per il raggiungimento degli obbiettivi sono stati adeguati e correttamente utilizzati.
Occorre però, a nostro avviso, fare una indispensabile premessa.
Vediamo anzitutto di verificare del perché gli obbiettivi politici generali , in Italia , non sono stati conseguiti a causa di carenze organizzative e poi verifichiamo se queste carenze si sono riscontrate come cause del mancato conseguimento degli obbiettivi leghisti.
In Italia purtroppo, fatto 100 il potere il 90% è detenuto dai burocrati che sono diventati ormai una categoria autoreferente.
Purtroppo a fronte di questo strapotere la categoria dei politici sta diventando sempre più una categoria che rappresenta , salvo pochissime eccezioni, lo scarto della nazione.
Per quale motivo ? Semplicissimo!
Quelli che hanno fatto i parlamentari come parentesi di servizio dopo una carriera professionale di successo trovandosi ad operare in mezzo a logiche assurde e a sistemi basati sostanzialmente sulla tecnica dello sgambetto in cui si ignora totalmente il bene pubblico, e la logica aziendalista si sono rapidamente nauseati del sistema e sono rientrati nel loro mondo irto di difficoltà, ma anche di soddisfazioni.
Per contro coloro che nella vita di tutti i giorni hanno trovato difficoltà a sbancare il lunario hanno accettato e accettano umiliazioni di tutti i tipi pur di rimanere in un ambiente che procura loro potere e denaro che in altro modo non potrebbero mai minimamente avere.
La situazione risulta aggravata per i parlamentari giovani.
Mancando dal mercato del lavoro per una, due o tra legislature perdono esperienza (se mai l’hanno avuta) non sono più aggiornati professionalmente e, pertanto il loro valore , già ridotto, cala in modo preoccupante.
Chi prenderebbe in ufficio un avvocato che da dieci anni non esercita più?
Chi prenderebbe un muratore che da quindici anni non ha più costruito un muro?
E se anche venisse offerto loro un lavoro verrebbero ricompensati con cifre da apprendista.
Ecco quindi che i giovani parlamentari devono accettare le più degradanti situazioni di sudditanza.
In Lega si è realizzata una analoga situazione peggiorata da altri non trascurabili elementi.
1.- Bossi pur dotato di un rude senso politico era ed è assolutamente privo di cultura, nonché di esperienza lavorativa.
In questa situazione è sempre stato geloso (se non addirittura invidioso) di quelli che per capacità e per cultura hanno fatto carriera più di lui.
Allo scopo di non suscitare confronti ha via via scartato tutti quelli che avevano capacità pari o addirittura superiori alle sue.
Seguendo questo criterio ha , a suo tempo dichiarato, che la Lega doveva essere il partito degli attacchini e non il partito degli intellettuali.
L’allontanamento più clamoroso è stato quello di Miglio, con i disastri politici che ne sono conseguiti.
2.-Sempre seguendo la strada delle scelte folli si è fatto imbambolare per attuare le più insensate speculazioni, destinate sin dall’inizio , alla luce di un minimo di conoscenze specifiche, al più clamoroso fallimento.
E non una di queste iniziative ha mancato all’appuntamento del clamoroso fallimento!
Ed, infatti, nessuna si è salvata !
3.-Poiché anche i meno provveduti hanno cominciato ad aprire gli occhi sui disastri prodotti , ecco lo slogan successivo :”largo ai giovani !”.
I giovani hanno il diritto di fare carriera , ma hanno il dovere di farsi esperienza sotto la guida di che l’esperienza l’ha fatta.
Abbiamo visto una intollerabile quantità di “giovani leghisti” investiti di incarichi ben al dilà delle loro capacità.
Ma il “largo ai giovani” aveva lo scopo recondito di cancellare la memoria storica della Lega , dando potere soltanto a “yes men”!
4.-La Lega, come d’altra parte ogni e qualsiasi tipo di struttura, avrebbe dovuto dotarsi di valide procedure organizzative.
Invece tutto si è svolto sotto la spinta della più elementare improvvisazione.
Potrei citare a clamoroso esempio la scelta della rete informatica fatta e gestita da persone che non distinguevano la parola “informatica “ dalla parola “infornatica”.
In ogni caso la scelta delle persone a cui affidare un incarico è stata fatta ascoltando improvvisi impulsi viscerali.
5.-Alle carenze di cui sopra Bossi ha aggiunto la stupida tattica del “divide et impera “. Lo stesso incarico è sempre stato da lui affidato a più persone nella speranza che facendosi reciprocamente la guerra lo lasciassero regnare in tranquillità.
Perfino per il suo eventuale successore ha adottato la stessa tattica, nominando una volta uno, una volta un altro, un’altra volta un terzo, senza mai dire che il primo nominato non contava più.
CHE COSA FARE ALLORA?
1.-Smantellare i quadri dirigenti attuali rei dell’attuale disastro , senza attenuanti alcune.
Smantellare con pressioni dall’esterno e dall’interno.
Gli attuali quadri si facciano dare una cadrega da Berlusconi o da D’Alema a seconda delle loro personali preferenze (tanto desiderano solo quello) e si cavino dai piedi.
2.-Ritornare a certe regole iniziali, mai applicate .
2.1.-Il leghista doveva scegliere tra la carriera organizzativa e carriera politica.
Chi avesse scelto la carriera organizzativa non avrebbe mai potuto candidarsi per incarichi politici ( per evitare il rischio rigorosamente attuato che si creassero i domini elettorali).
Chi avesse scelto di fare carriera politica, dopo due legislature non avrebbe più potuto ricandidarsi , mentre avrebbe potuto applicare le esperienze fatte nella carriera organizzativa.
2.2.- I probiviri avrebbero dovuto avere potere di esame e di eventuale veto alle proposte di espulsione , entrando nel merito sostanziale oltre che formale.
2.3.- Le spese per ogni iniziativa dovevano essere preventivamente coperte (altro che il folle acquisto della sede di Bellerio)
3.- Creare per elezione dalla base un corpo di “Ministri” nazionali e federali dotati di assoluto potere organizzativo.
Questi ministri dovrebbero durare in carica un limitatissimo numero di anni e dovrebbero eleggere tra di loro un “Primo Ministro” che dovrebbe rimanere in carica non più di un anno ( altro che l’erede di Bossi !)
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