ISTRUZIONE PROFESSIONALE
Frase magica che va parecchio di moda oggi !
Purtroppo molti di coloro che la pronunciano non conoscono le professioni e non conoscono l’industria.
A dimostrazione di quanto sopra ci sono capitati sott’occhio :
-un elenco di “52 modi per iniziare a lavorare” iniziativa promossa dalla regione Lombardia , attività finanziata dal Fondo Sociale Europeo
-una serie di proposte pubblicate sul “Giornale di Vimercate” intitolate “Rilanciare la propria professione”.
Due considerazioni fondamentali.
Appare evidente, anzitutto, che per i proponenti esiste solamente (o quasi ) l’informatica.
Nessuno vuole sminuirne l’importanza, ma sembra , per quei luminari, che la suddetta informatica rappresenti il pane della vita e non piuttosto un importante strumento di lavoro.
Occorre ricordare che la maggior parte dei giovani futuri lavoratori sarà prevalentemente “utente di informatica” piuttosto che “gestore di informatica” e quindi la parte programmazione e gestione riveste carattere di secondo piano.
Seconda considerazione.
Non pochi titoli dei corsi proposti sono alquanto misteriosi lasciando malauguratamente supporre che dietro ci sia l’onnipresente “nulla”.
Eccone alcuni:
-Addetto manutentore di vivai, serre, parchi, giardini. (chiarissimo l’obbiettivo! Nulla da dire)
-Corso di formazione per addetti ai servizi di manutenzione e florovivaismo ( ma non è una copia fedele del corso precedente?)
-Manutentore delle aree protette e naturali della Lombardia ( e ridagli!)
-Tecnico del verde pubblico ( e ridagli ancora)
-Orientamento alla valorizzazione del proprio mestiere autonomo ( ma se uno un mestiere non lo ha pensa già ,in futuro, di sottostimare il mestiere che farà?)
-Formazione integrata e professionale scuola dell’obbligo (sic!)
-Laboratorio per la prevenzione della dispersione scolastica (che vuol dire?)
-Dal dire al fare. Laboratorio per la prevenzione della dispersione scolastica.
-Percorso orientato al successo nel settore dell’elettricità e dell’idraulica .( 10 lezioni per diventare ricchi !!!)
Passate in rassegna le perle, facciamo alcune considerazioni da persone che nell’industria ci sono nate, cresciute e ci campano.
Premesso che nella vita è obbligatorio aver voglia di lavorare e non aver voglia di studiare occorre, anzitutto, cercare di evitare di obbligare a studiare colui che studiare non vuole.
Chi non vuole avventurarsi in studi piu’ o meno lunghi e complessi deve però poter disporre di uno strumento di lavoro in modo che impari danneggiando gli altri il meno possibile.
In paesi ben piu’ civili, come ad esempio la Germania, non è possibile esercitare un qualsivoglia mestiere senza essere passati attraverso un corso pratico di almeno tre anni conseguendo un diploma che attesti un livello base di capacità reale.
Non è quindi lecito fare ( ad esempio) l’idraulico, scassando gli impianti di cittadini ignari che chi ha messo le mani sulla loro vasca da bagno a stento sa che differenza passa tra un rubinetto semplice ed un miscelatore.
Ecco di che cosa ha bisogno il mercato .
Di buoni idraulici, di buoni falegnami, di buoni elettricisti, di buoni riparatori di elettrodomestici, dotati di garanzie di qualità professionale rilasciati da enti pubblici.
E l’industria ?
Mai nessuno ha sentito parlare di manutentori meccanici, di elettricisti, di elettronici, di aggiustatori ( sissignore , ancora oggi necessitano coloro i quali sono capaci di “menare” come si deve lima e raschietto, poiché gli stampi, con la buona pace degli ignari fanatici dell’informatica ad oltranza, alla fine della lavorazione su centri di lavoro a 3,4,5 assi vanno rifiniti a mano da gente con i controfiocchi)?
Nessuno ha mai sentito parlare di operatori di macchine a CNC, di linee di lavorazione e simili?
O pensano che grazie all’automazione necessitano solo manovali cretini?
Gli addetti alla macchine di cui sopra devono avere un livello di acculturamento tecnico abbastanza elevato avendo la responsabilità di sistemi il cui valore supera spesso il miliardo.
Ogni giorno mi sento formulare continue richieste di figure professionali di questo tipo e , invece, si pensa a sfornare “smanettoni” di PC.
Oltretutto chi si dedica all’officina deve dotarsi di un discreto livello di capacità di convivenza con i propri simili ( il che non guasta mai), mentre gli “smanettoni” sono portati ad essere sempre piu’ misantropi, incapaci di una sana collaborazione di squadra.
Quando i politici cominceranno ad avvalersi di tecnici veramente qualificati come consulenti e non di persone cresciute isolate fra quattro pareti di un ufficio?
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