lunedì 9 gennaio 2017


GIUDICI e GIUSTIZIA

In Italia il problema della giustizia è di una tale gravità da condizionare negativamente non solo l’andamento dello Stato, ma anche , ahime, di scoraggiare interventi stranieri ad investimenti finanziari nel campo industriale.
E la situazione va peggiorando a vista d’occhio di giorno in giorno.
A che cosa è dovuto questo disastro ?
A mio modesto avviso sono due le filiere negative.
La filiera delle Leggi.
E’ fuori discussione che non è possibile catalogare e regolare in forma matematica le attività umane, ma è pur vero che se certe regole ammettono troppo spesso, interpretazioni antitetiche o sono sbagliate le regole o è sbagliato chi le applica.
Anzitutto è bene evidenziare che l’Italia , forse unica al mondo, ha una panoplia di Leggi (150-250 mila) immensamente superiore a quelle degli altri Paesi ( meno di 10.000).
E’ inoltre opportuno sottolineare il fatto che la stragrande maggioranza di Leggi e Regolamenti è scritta da una casta , I burocrati, avulsa per mentalità e per cultura, dalla vita dei cittadini, nonchè da corretti criteri organizzativi.
E’ sufficiente prendere a caso alcune Leggi per accorgersi che , a cominciare dallo stile ( italiano orrendo) e per finire con la logica (contorta come un cavatappi) siamo davanti ad un mondo parainfernale.
A completamento ci si accorge che la struttura del meccanismo legislativo è intricata , oscura e volutamente complicata.
Basti dire che è osteggiata la tecnica dei testi unici (Leggi che trattano esaurientemente uno specifico settore , senza addentellati verso altri) e pure cassata la tecnica delle release ( se devo apportare una monifica uso il sistema dell’”annulla e sostituisce”)
Se I manuali di manutenzione dei moderni aerei dovessero essere scritti con la stessa metodologia, avremmo un’autentica pioggia di aerei incidentati.
Alla fine , fenomeno di grande rilievo, non esiste la procedura di “manutenzione delle Leggi”. Esistono Leggi di cento anni fa ( concepite per un mondo non più esistente) o Leggi più recenti che mostrano difetti applicativi mostruosi che nessuno si preoccupa di aggiornare sistematicamente.
Ancora oggi si dibatte accanitamente sui pregi e sui difetti del Diritto Romano ( un qualcosa di 2000 anni fa) nei confronti del Diritto anglosassone.
Addirittura ci sono “partiti del Diritto” che si contrastano sul concetto di che cosa si intende per “giustizia”.
Molti sono convinti che “se le regole sono fatte bene” anche il comportamento legislativo della Germania di Hitler rispondeva ai caratteri di giustizia.
Se tutto questo viene condito col sugo della “logica meridionale”
il disastro è completo.
Oltre tutto di una qualsiasi regola , oltre al nome dei parlamentari proponenti , non si riesce mai a conoscere il nome dei responsabili reali (burocrati) specie per quanto riguarda I Regolamenti attuativi e le famigerate Circolari esplicative.

La filiera dei Magistrati.
Ed eccoci agli attuatori delle Leggi.
Non sono un esperto di Diritto, ma ho la sensazione che il numero delle case e dei ponti crollati (progettati da ingegneri) sia molto ma molto minore di quello delle sentenze sballate.
Che sono in numero paurosamente crescente.
Ergo , qualche dubbio sulla qualità del materiale umano può anche sorgere.
Le possibili negatività pensiamo siano:

-Magistrati politicizzati
Questo rappresenta uno dei guai fondamentali. Chi ha una visione PRECONCETTA , di destra o di sinistra non importa, non potrà mai essere un giudice imparziale, perchè influenzato e indirizzato da un “credo” politico.
E’ ben vero che in nessun individuo si trova l’equilibrio assoluto del pensiero, ma qui siamo abbondantemente nel campo dell’indecenza.
-Magistrati senza controlli.
Il Magistrato è , anzitutto , una persona. Con I suoi vizi e con le sue virtù. Quindi con tendenza a deviare durante il suo operare se non opportunamente controllato.
Mi si dice che, per parare deviazioni concettuali : “ ci sono I diversi gradi di giudizio”. Vero! Ma se uno asserisce non una attenuazione,o una variazione , ma addirittura il contrario di quello che un altro ha decretato, significa che uno dei due ha sbagliato. Quindi è indispensabile che, per l’ errore, riceva una piccola o grande punizione ( in funzione dell’importanza ) affinchè ne tragga le dovute conseguenze.
E che se si accumulano , sulla stessa persona, troppi giudizi negativi, è indispensabile allontanarla totalmente dal settore per il quale risulta negata.
Invece l’errore è normalmente considerato come una “opinione diversa”, con parità di diritto.
-Magistrati che giudicano se stessi
Anche nei casi di maggior rilievo il gioco non cambia. Non esiste un ente, al difuori della Magistratura, che giudichi.
I Magistrati italiani, unici al mondo, si autogiudicano !
Siamo al caso tipico : “oste, il tuo vino è buono?”……... “altrochè!”

Sempre più valido il vecchio dettame organizzativo : uno fa le regole un secondo le applica un terzo controlla!

Possiamo sperare , giunti a questo punto, di riuscire a vivere in un paese in cui ragionevolmente regnino democrazia e giustizia?
Assolutamente NO!


gian luigi lombardi-cerri

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