GIUDICI
e GIUSTIZIA
In
Italia il problema della giustizia è di una tale gravità da
condizionare negativamente non solo l’andamento dello Stato, ma
anche , ahime, di scoraggiare interventi stranieri ad investimenti
finanziari nel campo industriale.
E
la situazione va peggiorando a vista d’occhio di giorno in giorno.
A
che cosa è dovuto questo disastro ?
A
mio modesto avviso sono due le filiere negative.
La
filiera delle Leggi.
E’
fuori discussione che non è possibile catalogare e regolare in forma
matematica le attività umane, ma è pur vero che se certe regole
ammettono troppo spesso, interpretazioni antitetiche o sono sbagliate
le regole o è sbagliato chi le applica.
Anzitutto
è bene evidenziare che l’Italia , forse unica al mondo, ha una
panoplia di Leggi (150-250 mila) immensamente superiore a quelle
degli altri Paesi ( meno di 10.000).
E’
inoltre opportuno sottolineare il fatto che la stragrande maggioranza
di Leggi e Regolamenti è scritta da una casta , I burocrati, avulsa
per mentalità e per cultura, dalla vita dei cittadini, nonchè da
corretti criteri organizzativi.
E’
sufficiente prendere a caso alcune Leggi per accorgersi che , a
cominciare dallo stile ( italiano orrendo) e per finire con la logica
(contorta come un cavatappi) siamo davanti ad un mondo parainfernale.
A
completamento ci si accorge che la struttura del meccanismo
legislativo è intricata , oscura e volutamente complicata.
Basti
dire che è osteggiata la tecnica dei testi unici (Leggi che trattano
esaurientemente uno specifico settore , senza addentellati verso
altri) e pure cassata la tecnica delle release ( se devo
apportare una monifica uso il sistema dell’”annulla e
sostituisce”)
Se
I manuali di manutenzione dei moderni aerei dovessero essere scritti
con la stessa metodologia, avremmo un’autentica pioggia di aerei
incidentati.
Alla
fine , fenomeno di grande rilievo, non esiste la procedura di
“manutenzione delle Leggi”. Esistono Leggi di cento anni fa (
concepite per un mondo non più esistente) o Leggi più recenti che
mostrano difetti applicativi mostruosi che nessuno si preoccupa di
aggiornare sistematicamente.
Ancora
oggi si dibatte accanitamente sui pregi e sui difetti del Diritto
Romano ( un qualcosa di 2000 anni fa) nei confronti del Diritto
anglosassone.
Addirittura
ci sono “partiti del Diritto” che si contrastano sul concetto di
che cosa si intende per “giustizia”.
Molti
sono convinti che “se le regole sono fatte bene” anche il
comportamento legislativo della Germania di Hitler rispondeva ai
caratteri di giustizia.
Se
tutto questo viene condito col sugo della “logica meridionale”
il
disastro è completo.
Oltre
tutto di una qualsiasi regola , oltre al nome dei parlamentari
proponenti , non si riesce mai a conoscere il nome dei responsabili
reali (burocrati) specie per quanto riguarda I Regolamenti attuativi
e le famigerate Circolari esplicative.
La
filiera dei Magistrati.
Ed
eccoci agli attuatori delle Leggi.
Non
sono un esperto di Diritto, ma ho la sensazione che il numero delle
case e dei ponti crollati (progettati da ingegneri) sia molto ma
molto minore di quello delle sentenze sballate.
Che
sono in numero paurosamente crescente.
Ergo
, qualche dubbio sulla qualità del materiale umano può anche
sorgere.
Le
possibili negatività pensiamo siano:
-Magistrati
politicizzati
Questo
rappresenta uno dei guai fondamentali. Chi ha una visione PRECONCETTA
, di destra o di sinistra non importa, non potrà mai essere un
giudice imparziale, perchè influenzato e indirizzato da un “credo”
politico.
E’
ben vero che in nessun individuo si trova l’equilibrio assoluto del
pensiero, ma qui siamo abbondantemente nel campo dell’indecenza.
-Magistrati
senza controlli.
Il
Magistrato è , anzitutto , una persona. Con I suoi vizi e con le sue
virtù. Quindi con tendenza a deviare durante il suo operare se non
opportunamente controllato.
Mi
si dice che, per parare deviazioni concettuali : “ ci sono I
diversi gradi di giudizio”. Vero! Ma se uno asserisce non una
attenuazione,o una variazione , ma addirittura il contrario di quello
che un altro ha decretato, significa che uno dei due ha sbagliato.
Quindi è indispensabile che, per l’ errore, riceva una piccola o
grande punizione ( in funzione dell’importanza ) affinchè ne
tragga le dovute conseguenze.
E
che se si accumulano , sulla stessa persona, troppi giudizi negativi,
è indispensabile allontanarla totalmente dal settore per il quale
risulta negata.
Invece
l’errore è normalmente considerato come una “opinione diversa”,
con parità di diritto.
-Magistrati
che giudicano se stessi
Anche nei casi di maggior
rilievo il gioco non cambia. Non esiste un ente, al difuori della
Magistratura, che giudichi.
I Magistrati italiani, unici
al mondo, si autogiudicano !
Siamo al caso tipico : “oste,
il tuo vino è buono?”……... “altrochè!”
Sempre più valido il vecchio
dettame organizzativo : uno fa le regole un secondo le applica un
terzo controlla!
Possiamo sperare , giunti a
questo punto, di riuscire a vivere in un paese in cui ragionevolmente
regnino democrazia e giustizia?
Assolutamente NO!
gian luigi lombardi-cerri
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